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      Home page>Cronaca>Da Patitucci a Presta, i...

      Da Patitucci a Presta, i punti di (non) contatto tra Cosenza e Roggiano Gravina

      Già la sentenza "Valle dell'Esaro" ha escluso l'esistenza del gruppo roggianese in termini di mafiosità. E nel processo "Reset" si tenta di dimostrare il ruolo apicale dei cugini Franco e Antonio Presta
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:44
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      Da Patitucci a Presta, i punti di (non) contatto tra Cosenza e Roggiano Gravina

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      L’ultima udienza del processo “Reset” ha ripercorso le indagini della Squadra Mobile di Cosenza sul presunto gruppo Presta di Roggiano Gravina. Si tratta di un sodalizio criminale che, almeno in primo grado, è stato condannato per il reato che contrasta il traffico di sostanze stupefacenti. Si è detto degli imputati che sarebbero narcotrafficanti ma non “vicini” alla ‘ndrangheta. Per ‘ndrangheta, in questo caso, si intende il sospetto clan Presta che, a dire della Dda di Catanzaro, sarebbe stato creato e portato avanti da Franco Presta. Su quest’ultimo c’è una biografia giudiziaria infinita e il suo percorso processuale è sempre stato contraddistinto dal fatto che la pubblica accusa lo ha inquadrato come braccio armato del boss Ettore Lanzino. Franco Presta infatti è stato condannato all’ergastolo per omicidi di mafia. Dunque, un killer al servizio del clan degli italiani.

      Le nuove accuse a Franco Presta dopo la cattura

      Che fosse un esponente di primo piano lo hanno raccontato soprattutto i pentiti e in ultimo le sentenze. Ma a distanza di dieci anni dalla sua cattura, che ha messo fine alla sua latitanza, la Dda di Catanzaro ha deciso di contestargli il ruolo apicale nella presunta associazione mafiosa operante tra Roggiano Gravina, San Marco Argentano, Tarsia, San Lorenzo del Vallo, Terranova da Sibari, Spezzano Albanese e altri comuni limitrofi. Franco Presta ad oggi è accusato di essere il capo di questo presunto gruppo di stampo mafioso e il suo vice sarebbe Antonio Presta, che di Franco è il cugino. E proprio “Tonino” nel processo “Valle dell’Esaro”, è stato condannato con il ruolo di organizzatore e promotore dell’associazione dedita al narcotraffico. Una condanna pesante senza però l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Questo, quindi, è un punto di partenza per capire il prosieguo processuale di “Reset“.

      I punti di (non) contatto tra roggianesi e cosentini

      Nell’udienza dibattimentale svoltasi nell’aula bunker di Lamezia Terme, il pubblico ministero Vito Valerio ha posto la sua attenzione accusatoria su alcune posizioni processuali già note a due terzi del collegio:. Si è parlato infatti di Armando Antonucci, Giuseppe Presta, Francesco Ciliberti e Sandro Vomero (passato dal carcere ai domiciliari). Se da una parte, l’ufficiale di polizia giudiziaria ha dato la sua lettura delle intercettazioni contenute nell’informativa della Questura di Cosenza, le difese hanno cercato di evidenziare i punti deboli del castello accusatorio, soffermandosi su due aspetti. Il primo, sebbene riprenda il tema investigativo di “Valle dell’Esaro“, può essere definito un dato documentale, ovvero ciò che certifica il processo per narcotraffico; il secondo invece riguarda i presunti collegamenti tra i roggianesi e i cosentini.

      La domanda di Patitucci: «Tonino se la comanda?”

      Il filotto di domande ha avuto come tema quello già scandagliato da altri difensori nelle precedenti udienze. «Risultano contatti» tra i vari soggetti inseriti nel contesto roggianese «con Patitucci, Piromallo, D’Ambrosio e Di Puppo?». La risposta del testimone escusso, in tal senso, è stata negativa. Ma facendo un passo indietro, possiamo vedere cosa dicevano Francesco Patitucci e Mario Piromallo in una conversazione intercettata a casa del boss di Cosenza. Il colloquio è del 14 maggio 2020. Siamo nell’ambito di una discussione in cui emerge – come ampiamente illustrato dal nostro network – il rifiuto da parte di Patitucci a fare “business” con gli “zingari” di Cosenza.

      Cosa succede nella Valle dell’Esaro

      La domanda che fa Patitucci a Piromallo è se «Tonino se la comanda?», invitando quindi l’interlocutore a fornire una risposta adeguata che la “cimice” non intercetta, in quanto la polizia giudiziaria ritiene incomprensibile il passaggio. Poi Patitucci esclama: «Se uscisse Franco Presta…». E la polizia scrive: «Parlano degli zingari, consorteria della quale Patitucci non si fida anche se non ha esitato a fare affari con loro. È probabile che il riferimento sia proprio ai nomadi quando i tre convengono sul fatto che qualcuno ha provato a minare la loro unità senza peraltro riuscirvi, cercando di seminare zizzania con gli alleati quali Antonio Pignataro alias “Tonino Cicchitella” del clan cetrarese e Antonio Presta che “se la comanda” nella Valle dell’Esaro facendo rimpiangere però suo cugino Franco Presta, altro storico esponente del clan relegato in carcere. Quasi per induzione, il discorso scivola ancora sulle diatribe interne, con Piromallo e Ariello che manifestano il loro risentimento nei confronti di Roberto Porcaro e Michele Di Puppo, con Patitucci che ancora una volta indossa i panni del pompiere per spegnere quel focolaio polemico».

      La data degli arresti di Valle dell’Esaro

      Su questa intercettazione, l’avvocato Esbardo ha posto una domanda che, dal suo punto di vista, chiarirebbe tutta la situazione facendo venire meno l’attualità dei rapporti tra i due gruppi. Ebbene, quando il difensore ha chiesto al testimone di polizia giudiziaria se ricordava la data dell’esecuzione dell’ordinanza custodiale di “Valle dell’Esaro“, essendo preciso sul punto e menzionando il 10 febbraio 2020, qualche settimana prima dello scoppio della pandemia da Covid-19, il sovrintendente della polizia di Stato non è stato preciso.

      Si parla di “stipendi” nel 2017

      Il dato che spunta fuori da questo botta e risposta è uno. Rispetto al momento della conversazione tra Patitucci e Piromallo, datata (come detto) 14 maggio 2020, Antonio Presta e il resto della truppa criminale roggianese era in carcere da oltre tre mesi. Tornando ulteriormente indietro, le intercettazioni in cui “Tonino” Presta parla di “stipendi” e altri affari risalgono al 2017 (quando Patitucci era in cella per la detenzione abusiva della pistola), ma non ci sono contatti diretti tra i due sodalizi, se non un accenno “a un certo Alberto“, al secolo Alberto Superbo, già condannato per associazione mafiosa per conto della cosca degli italiani. Su questo e tanto altro si giocherà dunque il futuro processuale del presunto clan Presta, una “chimera” investigativa che non troverebbe conforto (ad oggi) nel teorema accusatorio.

      Processo “Reset”, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Francesco Boccia)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Saverio Spadafora e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Ivan Trinni (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Mario Trinni (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Antonio Spataro)
      • Danilo Turboli (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Francesco Veltri (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Alessandro Bavaro)
      • Massimo Volpentesta (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Sandro Vomero (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Antonio Quintieri)
      • Cristian Vozza (difeso dall’avvocato Mariarosa Bugliari e Filippo Cinnante)
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      Tag
      'Ndrangheta · Cosenza · Reset

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