La Guardia di Finanza ha eseguito ieri mattina una perquisizione nell’appartamento e nell’ufficio di Riccione del cosentino Davide Barzan, consulente criminalista noto anche per il suo coinvolgimento professionale nel caso di Pierina Paganelli, la donna uccisa a Rimini nel 2023.

L’attività, come riporta l’Ansa, è stata disposta dalla Procura della Repubblica di Bergamo, che indaga Barzan nell’ambito di un procedimento per bancarotta fraudolenta legato a una società, per un ammontare complessivo indicato in circa un milione di euro.

L’indagine della Procura di Bergamo

Secondo quanto emerso, al centro dell’inchiesta ci sarebbe una srl attiva nella produzione di infissi, acquisita da Barzan, che ne risulterebbe socio unico. La vicenda giudiziaria avrebbe preso avvio dopo la messa in liquidazione volontaria della società.

Liquidatore era stato nominato Pierluigi Chieffi, 58enne di Coriano, consulente finanziario che fino a quel momento aveva collaborato con la società attraverso prestazioni a partita Iva. Anche Chieffi comparirebbe nell’inchiesta della Procura di Bergamo ed è difeso dall’avvocato Antonio Petroncini.

La liquidazione volontaria si sarebbe poi trasformata in liquidazione giudiziaria, aprendo un procedimento nel quale la Procura avrebbe ravvisato ipotesi di distrazione di fondi e truffa per un valore complessivo di circa un milione di euro.

Il ruolo di Chieffi e gli altri procedimenti

Pierluigi Chieffi, secondo quanto riportato, è attualmente detenuto a Rimini per un cumulo di condanne, tra cui quella per aver sfregiato un uomo con un coccio di bicchiere.

Lo stesso Chieffi risulterebbe inoltre indagato per il danneggiamento dell’auto di Barzan, andata a fuoco il 27 maggio 2025. Un ulteriore filone che si affianca al procedimento principale seguito dalla Procura di Bergamo.

La posizione della difesa di Barzan

Davide Barzan, difeso dagli avvocati Marlon Lepera e Nunzia Barzan, era stato al centro anche di diverse puntate della trasmissione Le Iene.

La difesa respinge l’ipotesi che il consulente abbia beneficiato economicamente della società in liquidazione. Secondo i legali, Barzan non avrebbe «mai preso soldi» dalla società finita al centro degli accertamenti.

L’inchiesta resta ora nella fase degli approfondimenti investigativi. Gli accertamenti disposti dalla Procura di Bergamo serviranno a ricostruire i flussi economici, i rapporti tra i soggetti coinvolti e l’eventuale sussistenza delle ipotesi contestate.