In primo grado i giudici avevano escluso prove di partecipazione dal 2012; dopo il 4 agosto 2025 l’imputato ha avviato la collaborazione e ha rivendicato “continuità associativa”
La Dda di Catanzaro richiama l’esame in aula del 23 e 25 luglio 2024. Dalle «doti di ’ndrangheta» al ruolo degli imputati nella presunta compagine mafiosa
Nell’impugnazione sul gruppo “Presta” si chiede la riforma della motivazione del Tribunale collegiale di Cosenza, «omessa, incompleta e contraddittoria», su 416 bis e valutazione delle prove
Nessuna impugnazione della Dda di Catanzaro nei confronti delle persone coinvolte nel giudizio di primo grado. Ecco invece chi dovrà affrontare l’appello
Il Tribunale di Cosenza ha valutato dichiarazioni e riscontri secondo i criteri previsti dall’articolo 192 (comma 3) del codice di procedura penale. Ecco i dettagli
Nelle motivazioni la descrizione di un sodalizio stabile per il traffico di droga a Cosenza: ruoli, continuità operativa e controllo del territorio tra il 2015 e il 2020
Prove insufficienti per estendere le finalità del 416 bis all’intera confederazione mafiosa cosentina. Ecco cosa hanno scritto i giudici Ciarcia, Vigna e Granata
Intercettazioni e sentenze descrivono il sistema unitario che gestiva estorsioni, stipendi e affari. Così il boss di Cosenza si era alleato con gli “zingari”
Ecco cosa hanno scritto i giudici Ciarcia, Vigna e Granata nel procedimento penale contro una vasta associazione mafiosa operante tra Cosenza, Rende e Roggiano Gravina. Da “Garden” a “Rango-zingari”: la storia criminale cosentina
Fissata al 19 marzo 2026 l’udienza di secondo grado della maxi inchiesta sulla ’ndrangheta cosentina: sotto esame anche le posizioni assolte in primo grado
Il collegio (composto dalle togate Ciarcia, Granata e Vigna) ha chiesto 90 giorni in più per completare la stesura della sentenza che coinvolge 124 imputati legati alle principali cosche del territorio cosentino
Gli investigatori studiano interessi e hobby dei bersagli per indurli a scaricare i trojan mascherati da innocue App, il vademecum dei trucchi informatici agli atti dell’inchiesta contro i clan di Cosenza
Nell’ordinanza firmata da Ciarcia, insieme alle togate Stefania Antico e Iole Vigna, il tribunale ha sottolineato come le esigenze cautelari restino ancora attuali, ma possano essere soddisfatte anche con una misura meno afflittiva