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Sara Busiello, la ragazza che era scomparsa da Diamante il 4 maggio scorso, è tornata. Ieri ci ha spalancato le porte di casa sua, in contrada Vaccuta di Cirella, per raccontarci la sua esperienza. «Sono andata via perché ho bisogno di aiuto, ho un sacco di problemi e ho pensato che andare via era la cosa giusta da fare, ma ho sbagliato».
Mentre parla, Salvatore, il compagno con cui sta da tre anni, la tiene abbracciata a sé, senza mai lasciare le mani, strette alle sue. È stato lui a denunciare la scomparsa nelle ore successive all’allontanamento. Per giorni Salvatore non ha dormito e non ha mangiato, per il pensiero che potesse esserle successo qualcosa. Ed è stato sempre lui che si è fiondato alla stazione per riportarla a casa, quando Sara ha chiamato per annunciare il suo ritorno.
«Negli ultimi tre anni della mia vita – ha detto la giovane -, ci sono state due persone che non mi hanno mai lasciato: il mio fidanzato e mia suocera, che è la mia seconda mamma». Antonella, la mamma di Salvatore, nei giorni scorsi ha seguito la vicenda da vicino, chiedendo a giornalisti e forze dell’ordine di fare di tutto per ritrovarla, e che adesso sta cercando di mettersi alle spalle questa triste vicenda. Mentre Sara parla, Antonella la guarda negli occhi con tutto l’amore e la comprensione del mondo.
Perché è andata via
«I problemi si accavallano e io temevo di essere diventata un peso per il mio fidanzato». Risponde così Sara, quando le chiediamo i motivi che l’hanno spinta ad andarsene via, senza dare spiegazioni, nel cuore della notte. Salvatore prova a rassicurarla e, mentre le accarezza il volto, le promette che insieme supereranno ogni cosa, anche quando sarà difficile.
A Sara la vita le ha provocato ferite profonde. Fatta eccezione per il fratello, non ha più relazioni con la famiglia d’origine da quando ha compiuto 18 anni. Non ha ricucito i rapporti nemmeno adesso che, con la vicenda della scomparsa, tanti suoi famigliari erano tornati a interessarsi di lei. «Madre è chi mi ha cresciuto – precisa Sara -, mia nonna e mio nonno. Io oggi una famiglia ce l’ho, il mio ragazzo e mia suocera non mi hanno fatto mai mancare niente. È loro che devo ringraziare».
E spara a zero su chi in questi giorni, durante la sua assenza, aveva fatto illazioni proprio su Salvatore, l’amore della sua vita: «Nessuno si deve permettere anche solo di pensare che Salvatore avesse potuto farmi del male». Il 36enne, contrariamente, ha fatto di tutto per aiutare le ricerche, senza mai sottrarsi alle domande degli inquirenti e fornendo ogni dettaglio utile al ritrovamento.
Ecco dove si era rifugiata
In un primo momento, le ricerche si erano focalizzate su Napoli, dopo che Sara aveva avvertito un’amica, dicendole di trovarsi lì, di stare bene e di non voler essere cercata. Ma ora racconta un’altra storia: «Ho preso il treno e mi sono fermata a Praia – 20 chilometri a sud di Diamante -, sono andata sulla spiaggia e sono rimasta sempre lì, senza soldi, senza bere, senza mangiare e senza poter fare una doccia». Poi la decisione di tornare, rimettere insieme i cocci della sua esistenza e ricominciare a vivere.
Salvatore è andata a prenderla in stazione e quando l’ha rivista l’ha abbracciata forte, dimenticando in un attimo l’angoscia che l’aveva attanagliato fino a quel momento. Poi l’ha portata a casa, una graziosa abitazione di contrada Vaccuta di Cirella, in cui i due convivono da alcuni mesi.
«Ringrazio le forze dell’ordine per tutto quello che hanno fatto, per tutto l’impegno che hanno messo nel cercarla – dice il fidanzato -. I carabinieri e i vigili del fuoco sono stati qui per giorni per cercare di capire come rintracciarla il prima possibile. Ringrazio anche tutte le persone che si sono preoccupate per noi e che ci sono state vicino».
La richiesta di aiuto
«Anche io ringrazio tutti quelli che mi hanno cercato – dice ancora Sara -, ringrazio in particolare le forze dell’ordine, il vicesindaco Pino Pascale e l’amministrazione comunale che si sono costantemente interessati al mio caso. Mi dispiace averli fatti preoccupare. Ai ragazzi che si trovano nelle mie stesse condizioni dico di non andarsene, di non lasciare la propria famiglia, io ho fatto una cavolata di cui mi pento».
In quel momento, andare via per lei rappresentava l’unica via d’uscita di un tunnel in cui a volte non si vede la luce. Sara, tra le altre cose, ha un grave patologia, che non riesce a curare a causa dei problemi economici e vive in una casa in affitto, senza certezza del domani. «Io ho bisogno di aiuto, devo curarmi, ho bisogno di una casa».
Poi lancia un appello alle istituzioni, in particolare a Roberto Occhiuto: «Signor presidente, mi dica lei come dobbiamo fare noi malati per curarci. Le chiedo di darmi una mano, sono disperata». Sara avrebbe anche bisogno di un lavoro, che non riesce a trovare: «Nella mia vita ho sempre fatto tutto da sola, mi sono sempre data da fare anche con i lavori più umili, nonostante le difficoltà. Adesso cerco un’occupazione a Diamante, perché non ho l’auto e posso spostarmi soltanto in scooter».
Nel frattempo, invoca l’aiuto privato: «Non chiedo la luna, aiutatemi a superare questi giorni difficili. L’ideale sarebbe creare una piccola raccolta fondi, ma non so come fare». Per chiunque volesse contattarla direttamente, Sara ha aperto un profilo Facebook a suo nome.

