C'è un rischio che la Calabria ionica non può permettersi di sottovalutare: perdere uno dei pochi collegamenti ferroviari veloci che, dopo anni di isolamento infrastrutturale, hanno consentito a una vasta area della regione di sentirsi meno distante dal resto d'Italia.

Il futuro del Frecciarossa Sibari-Bolzano torna al centro del dibattito pubblico e istituzionale. L'ipotesi di una sospensione del servizio a partire dal prossimo 13 dicembre 2026, in concomitanza con il cambio dell'orario ferroviario e con l'avvicinarsi delle festività natalizie, sta alimentando preoccupazioni e proteste.

Non si tratta soltanto di un treno. In discussione c'è il diritto alla mobilità di migliaia di cittadini, ma anche la possibilità di rendere concretamente accessibile un territorio che continua a fare i conti con ritardi infrastrutturali, collegamenti insufficienti e difficoltà negli spostamenti verso il Centro e il Nord Italia.

A rendere ancora più delicata la vicenda è la tempistica: dicembre rappresenta uno dei periodi più importanti per gli spostamenti dei calabresi che lavorano o studiano fuori regione e rientrano per trascorrere le festività con le proprie famiglie. La possibile interruzione del collegamento in questo periodo rischierebbe di aggiungere ulteriori difficoltà a una situazione già complessa, soprattutto per i territori della Sibaritide, dell'Alto Ionio e del Crotonese.

Nasce il comitato “Giù le mani dal Frecciarossa Sibari -Bolzano”

Di fronte alla prospettiva di perdere il collegamento, il territorio ha deciso di organizzarsi.

Il 22 ottobre scorso, nel centro storico di Corigliano, un'assemblea pubblica dedicata alla questione ferroviaria ha portato alla costituzione del comitato cittadino “Giù le mani dal Frecciarossa Sibari-Bolzano”, al quale hanno aderito associazioni, organizzazioni sindacali e semplici cittadini.

L'obiettivo è preciso: impedire che la fascia ionica venga privata di un servizio considerato strategico per la mobilità, l'economia e le relazioni sociali.

Alla mobilitazione ha aderito anche la CGIL, contribuendo ad ampliare il fronte delle organizzazioni impegnate nella difesa del collegamento. Il comitato contesta soprattutto l'idea che una fase di lavori infrastrutturali possa tradursi automaticamente nella perdita del servizio, senza prevedere adeguate alternative per i passeggeri.

Secondo i promotori, la soppressione del Frecciarossa rappresenterebbe un passo indietro rispetto ai progressi faticosamente raggiunti negli ultimi anni. Da qui la richiesta di un intervento concreto delle istituzioni regionali per evitare un nuovo ridimensionamento dei collegamenti.

Il nodo della galleria Santomarco e le responsabilità istituzionali

Al centro della controversia ci sono i lavori previsti sulla galleria Santomarco, infrastruttura ferroviaria fondamentale per i collegamenti tra la costa tirrenica e quella ionica della Calabria. Secondo quanto denunciato dal comitato, proprio gli interventi infrastrutturali sarebbero alla base della prevista sospensione del servizio.

La questione, però, non riguarda soltanto la necessità dei lavori, che hanno una propria rilevanza per la sicurezza e l'efficienza della rete ferroviaria, ma soprattutto la gestione delle conseguenze sulla mobilità dei cittadini.

Perché non valutare soluzioni alternative? Perché non prevedere servizi sostitutivi o una diversa organizzazione del collegamento che consenta di ridurre i disagi? Sono interrogativi che meritano risposte puntuali da parte di Regione Calabria, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana.

Nella nota diffusa dal comitato viene richiamata anche una risposta di Trenitalia a un'interrogazione del consigliere provinciale di Trento Zanella. Secondo quanto riportato dai promotori, la società ferroviaria avrebbe chiarito che la definizione delle caratteristiche del servizio oggetto di contribuzione, comprese destinazioni, fermate e orari, rientra nelle prerogative della Regione Calabria, in quanto soggetto committente e finanziatore.

Una circostanza che, se confermata nei suoi esatti termini contrattuali e amministrativi, attribuirebbe alla Regione un ruolo determinante nelle scelte sul futuro del collegamento.

Il comitato si rivolge quindi direttamente al presidente Roberto Occhiuto e all'assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo, chiedendo iniziative per scongiurare la perdita del servizio.

Il futuro del collegamento: Milano e Torino possono sostituire Bolzano?

Un ulteriore elemento di discussione riguarda la possibilità, prospettata dall'assessore regionale Gianluca Gallo e richiamata dal comitato, di un futuro collegamento Frecciarossa da Sibari verso Milano e Torino.

Una prospettiva che potrebbe rappresentare un'opportunità per il territorio, ma sulla quale occorrono certezze. Non basta annunciare una nuova destinazione: servono date, orari, frequenze, fermate e garanzie sulla continuità del servizio.

Occorre soprattutto comprendere se il nuovo collegamento sarà effettivamente in grado di sostituire quello esistente senza provocare un periodo di interruzione e senza penalizzare i passeggeri diretti verso le località attualmente servite.

Le preoccupazioni non possono essere liquidate con rassicurazioni generiche. La mobilità ferroviaria richiede programmazione, investimenti e informazioni tempestive per consentire ai cittadini di organizzare i propri spostamenti.

Non soltanto la Sibaritide: una battaglia che riguarda anche il Crotonese

Il Frecciarossa Sibari-Bolzano non rappresenta una questione esclusivamente locale. La sua presenza interessa, direttamente o indirettamente, un bacino territoriale molto più ampio.

Da Corigliano-Rossano fino ai comuni dell'Alto Ionio, passando per Cirò Marina e Crotone, il problema dei collegamenti ferroviari continua a incidere sulle possibilità di sviluppo economico e sociale. Per molti cittadini del Crotonese, raggiungere Sibari significa poter accedere a un collegamento di lunga percorrenza, pur dovendo affrontare ulteriori spostamenti per arrivare alla stazione di partenza.

La perdita di questa opportunità finirebbe per aggravare le difficoltà di un territorio che già oggi non dispone di collegamenti diretti ad alta velocità dalla stazione di Crotone.

Ecco perché la mobilitazione non dovrebbe rimanere confinata alla sola Sibaritide. La difesa di questo collegamento riguarda l'intera fascia ionica calabrese, i suoi comuni, le attività produttive, gli operatori turistici, i lavoratori e le famiglie.

Anche il mondo istituzionale del Crotonese è chiamato a seguire con attenzione gli sviluppi, evitando che una decisione di tale portata possa passare senza un confronto pubblico sulle conseguenze per il territorio.

La questione economica: quanto costa garantire il servizio e quanto costa perderlo?

Tra gli aspetti sollevati dal comitato emerge anche quello del contributo economico necessario a sostenere il collegamento ferroviario, con particolare riferimento alla tratta Paola-Sibari.

Un tema che merita un approfondimento basato sui numeri.

Quanto costa realmente alla Regione Calabria mantenere il Frecciarossa? Qual è il numero dei passeggeri trasportati? Qual è il livello di utilizzo del collegamento e quale sarebbe il costo di eventuali servizi sostitutivi? Sono dati indispensabili per valutare le scelte in modo trasparente.

Ma la sostenibilità di un collegamento ferroviario non può essere misurata esclusivamente attraverso il ricavo dei biglietti. Esistono benefici territoriali, sociali ed economici che devono entrare nella valutazione complessiva, soprattutto quando si parla di aree storicamente penalizzate dalle carenze infrastrutturali.

Un servizio ferroviario può rappresentare anche uno strumento di coesione territoriale, capace di sostenere il turismo, favorire gli scambi commerciali e rendere più accessibili opportunità di lavoro e formazione.

Ora servono risposte, non altre incertezze

Il comitato cittadino ha annunciato l'intenzione di portare la propria protesta anche nelle sedi istituzionali, chiedendo alla Regione Calabria di intervenire per salvaguardare il collegamento.

Intanto, il calendario impone tempi stretti. La data del 13 dicembre si avvicina e, con essa, la necessità di chiarire quale sarà l'effettiva organizzazione dei servizi ferroviari.

Gli avvisi ufficiali di RFI consultati documentano modifiche alla circolazione del Frecciarossa Bolzano-Sibari fino al 12 dicembre 2026, ma non costituiscono, da soli, la conferma di una soppressione definitiva dal giorno successivo. È dunque necessario conoscere formalmente il programma previsto con il nuovo orario ferroviario.

Servono risposte su quattro questioni fondamentali: l'effettiva durata dell'eventuale sospensione, le alternative per i viaggiatori, il futuro collegamento verso Milano e Torino e le risorse che la Regione intende destinare al servizio.

Nel frattempo, la nascita del comitato rappresenta un segnale importante di partecipazione civica, che potrebbe allargarsi anche ad altre realtà territoriali. Perché il vero rischio non è soltanto perdere un Frecciarossa. È accettare che, ancora una volta, un pezzo di Calabria possa vedere ridimensionato un servizio essenziale senza avere certezze sul futuro.

E in una regione che continua a chiedere infrastrutture moderne, maggiore accessibilità e pari opportunità rispetto al resto del Paese, la difesa del diritto alla mobilità dovrebbe rappresentare una priorità condivisa.

La Calabria ionica non chiede privilegi. Chiede collegamenti adeguati, continuità nei servizi e la possibilità di non restare indietro. Il Frecciarossa Sibari-Bolzano è oggi il simbolo concreto di questa esigenza. E il suo futuro merita attenzione, trasparenza e risposte.