La presidente dell’associazione dei Comuni calabresi in audizione alla Camera sugli intensi fenomeni meteorologici di fine gennaio: «Rete ferroviaria a rischio sulla jonica e cedimenti che continuano giorno per giorno, l’emergenza non è finita»
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«Il ciclone Harry ha modificato la morfologia della Calabria». Così Simona Scarcella, presidente di Anci Calabria, nel corso dell'audizione davanti alla Commissione Ambiente della Camera riguardo all’intenso maltempo che ha compito la Calabria, oltre che la Sicilia e la Sardegna, tra il 19 e il 21 gennaio scorsi.
«Il ciclone Harry ha prodotto effetti mai registrati finora da eventi catastrofali di tale rilievo: tutto il litorale jonico reggino è stato completamente devastato», ha sottolineato la presidente di Anci Calabria. «Al di là dei danni, che in una prima stima hanno interessato 119 Comuni e due amministrazioni provinciali e in una seconda altri 30 Comuni e due amministrazioni provinciali, molte attività private a carattere specialmente turistico-balneari sono state distrutte - ha continuato Scarcella -. Anche beni pubblici sono stati intaccati, nella misura in cui sono scomparsi interi assi stradali e ci sono stati gravi danni alle ferrovie; ieri mi è arrivata un'ordinanza di interdizione di un'area da parte del sindaco di Amantea, perché al pari di quello che è successo purtroppo a Niscemi sta crollando un costone con la rocca del castello».
Scarcella ha quindi affermato che la priorità è «riattivare quanto più velocemente possibile le attività commerciali: nelle stime dei danni, che in una prima approssimazione si aggirano intorno ai 300 milioni, non sono state inserite attività parallele che riguardano la rimozione dei rifiuti creatisi dopo la mareggiata e la devastazione. Questi sono ingenti e la caratterizzazione del loro smaltimento, per restituire una situazione di decoro ambientale, è molto onerosa: a questo occorre aggiungere le somme urgenti per i Comuni, che allo stato attuale non risultano ancora quantificate correttamente».
«Voglio evidenziare un ulteriore problema - ha proseguito -. Siamo esposti a una situazione di erosione delle spiagge mai verificatasi in Calabria. Queste, sul litorale jonico e sul basso reggino, non esistono più: ciò significa che la rete ferroviaria è esposta a un rischio altissimo, perché soprattutto nella fascia jonica è tutta posta sul litorale e quindi di fianco alla spiaggia; un'eventuale prossima mareggiata, anche di livello non così eclatante, rischia di lambire i centri abitati. L'attività di mitigazione del rischio è fondamentale: dobbiamo operare nell'ottica di una nuova rete di protezione collettiva e riscrivere la mappa dei pericoli, che non è più attuale. La situazione in Calabria non è ancora cristallizzata: i sindaci dei Comuni costieri, con cui mi sono sentita fino a stamattina, stanno evidenziando una situazione in evoluzione costante e purtroppo in aggravamento, perché cedimenti e crolli aumentano di giorno in giorno. Dal nostro punto di vista è necessario che vengano attivati due interventi paralleli: uno sui ristori per rimettere in piedi gli stabilimenti distrutti in vista della stagione estiva, l'altro sul ripascimento purché ci sia un'importante attività di caratterizzazione delle sabbie e dei sedimenti. Il ciclone Harry ha modificato la morfologia della Calabria», ha concluso Scarcella.

