VIDEO | In cenere una vasta area in località Palazzina/Montagnana. I volontari del circolo Nicà: «Un patrimonio naturale di grande valore è stato gravemente compromesso. Serve vigilanza costante, non possiamo limitarci a contare i danni»
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Un’altra estate di incendi, un’altra stagione che si avvia alla fine lasciando dietro di sé un territorio ferito. Come quello di Palazzina/Montagna, nel comune di Scala Coeli, dove undici giorni fa sono divampate le fiamme che hanno devastato la macchia mediterranea e una vasta area boschiva. E ora il fuoco minaccia di nuovo la stessa zona, come denuncia il circolo Legambiente Nicà.
Ieri mattina, i volontari si sono recati sul posto «per effettuare un sopralluogo e verificare da vicino le conseguenze di quella che appare come una vera e propria devastazione ambientale».
«Quello che abbiamo visto – raccontano attraverso una nota – è stato un disastro ambientale di proporzioni impressionanti. Mentre calpestavamo il terreno bruciato, sentivamo soltanto l’odore acre della resina dei pini. Prima, invece, quel luogo era animato dal canto delle cicale e dal cinguettio degli uccelli. Che amarezza».
«Sono andati distrutti corbezzoli, rosmarino, origano, capperi, ginepri, mirti, allori, lentischi, cisti villosi, ginestre e spinoselle, oltre a pini, querce e numerosi altri alberi – sottolineano i volontari –. Dove prima c’erano profumi, colori, suoni e vita, oggi rimangono cenere, tronchi anneriti e il silenzio di una natura profondamente devastata».
«È difficile – continuano – rimanere indifferenti davanti a uno scenario simile. Un patrimonio naturale di grande valore è stato gravemente compromesso e serviranno tempo, attenzione e interventi adeguati affinché questo territorio possa tornare a vivere. La nostra speranza è che, con il tempo, questa terra possa tornare a respirare, a rifiorire e a rinascere. Perché la natura, quando viene rispettata e protetta, ha una straordinaria capacità di rialzarsi».
«Ma, mentre stiamo preparando questo comunicato, un altro incendio si sta propagando nuovamente nella stessa zona. È una situazione che non può più essere ignorata».
«Abbiamo più volte suggerito quelle che, secondo noi, sono le misure necessarie per prevenire e contrastare tempestivamente situazioni di questo tipo – proseguono –. Lo ribadiamo ancora una volta: la prima cosa da fare è garantire una vigilanza costante sul territorio, dalle 6:00 del mattino alle 22:00, attraverso pattuglie di volontari adeguatamente formati per queste attività e, soprattutto, che conoscano in maniera approfondita la zona».
«La prevenzione e la tempestività possono fare la differenza. Controllare il territorio significa intervenire prima che un piccolo focolaio possa trasformarsi in un incendio devastante. Non possiamo limitarci a contare i danni dopo ogni incendio – concludono –. È necessario agire prima, proteggendo concretamente il nostro patrimonio naturale e mettendo in campo tutte le risorse necessarie per evitare che tragedie come questa si ripetano. La nostra terra merita di essere difesa».

