Longobucco piange Tonino Sommario, operaio forestale e delegato FLAI CGIL, morto durante una corsa verso il presidio sanitario più vicino. Un decesso che riaccende l’attenzione sulle condizioni dell’assistenza nelle aree interne della Calabria, dove l’emergenza resta segnata da distanze elevate, viabilità complessa e servizi ridotti.

Nessuna speculazione sul dolore. Ma, viene sottolineato, il silenzio non è più sostenibile. «Nelle comunità dell’entroterra vengono meno servizi minimi, dalla continuità assistenziale alla presenza dei medici di base», afferma «Pino Le Fosse – Direzione provinciale PD». Una situazione che, aggiunge, «mette in discussione l’uguaglianza del diritto alle cure».

Il caso di Sommario si affianca a quello di Serafino Congi, morto un anno fa a San Giovanni in Fiore, con dinamiche ritenute analoghe. «Non è una fatalità, è una responsabilità», sottolinea Le Fosse. Nel confronto su livelli essenziali delle prestazioni e riorganizzazione istituzionale, nelle zone interne – viene evidenziato – mancano le condizioni di base: soccorso tempestivo e servizi sanitari territoriali.

Tra le richieste avanzate figurano la copertura reale del servizio 118 per l’intero arco della giornata, con mezzi adeguati e tempi di intervento trasparenti, e il ripristino dei servizi di prossimità, a partire dalla medicina generale, con tempi certi e verificabili.

«Come Partito Democratico – conclude Le Fosse – trasformeremo questa denuncia in iniziativa politica e istituzionale, con atti pubblici e controllabili, perché su Longobucco e sulle aree interne si passi subito dalle parole ai fatti».