Dopo gli accertamenti autoptici, la salma potrà essere restituita ai famigliari per consentire lo svolgimento dei funerali. Francesca era cresciuta a Marcellina, popolosa frazione di Santa Maria del Cedro, ma da anni viveva a Scalea con il marito Giuseppe e le altre due figlie, di nove e cinque anni
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Si svolgerà oggi l’autopsia sulla salma di Francesca Nepita, 36 anni, la donna di Santa Maria del Cedro morta dopo il parto avvenuto sabato 7 gennaio all’ospedale San Giovanni di Lagonegro. L’esame autoptico sarà svolto da tre periti nominati dal pubblico ministero Gianluca Grippo, titolare del fascicolo di inchiesta, e servirà a stabilire con certezza le cause del decesso e ad accertare eventuali responsabilità mediche. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che la donna, subito dopo aver dato alla luce la terza figlia, abbia avuto un’emorragia uterina e due crisi cardiache, una delle quali risultata fatale. La bimba, invece, è fortunatamente sopravvissuta.
I funerali nei prossimi giorni
Dopo gli accertamenti autoptici, la salma potrà essere restituita ai famigliari per consentire lo svolgimento dei funerali. Francesca era cresciuta a Marcellina, popolosa frazione di Santa Maria del Cedro, ma da anni viveva a Scalea con il marito Giuseppe e le altre due figlie, di nove e cinque anni.
Quattro indagati
La procura di Lagonegro, guidata dal magistrato Giuseppe Caccaipuoti, ha iscritto quattro sanitari nel registro degli indagati. Si tratta di un atto dovuto, per consentire alle persone coinvolte nella vicenda di nominare i propri periti e partecipare agli accertamenti irripetibili, come è ad esempio l’autopsia.
L’indagine interna all’Asp
Oltre al procedimento giudiziario avviato dalla procura lagonegrese, esiste un secondo filone di inchiesta ed è quello avviato dall’Asp di Potenza. Per capire cosa è accaduto la mattina del 7 gennaio nel punto nascita dell’ospedale San Giovanni è stata creata un’apposita commissione, un gruppo tecnico che ha già effettuato dei sopralluoghi.
Nelle ore successive alla tragedia, nel nosocomio lagonegrese sono arrivati anche Cosimo Latronico, assessore alla Sanità della Regione Basilicata, e Giuseppe Spera, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo. Tutti, civili e autorità, vogliono sapere la verità su quanto accaduto in quelle stanze che profumano di vita e che invece, sabato mattina, si sono trasformate in un luogo di tragedia.

