I magistrati avevano contestato l’acquisto da fornitori esterni di 60mila euro di carta da macero in cinque anni. Gli avvocati Marcello e Giuseppe Manna: «La società è totalmente estranea ai reati contestati»
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ANSA
Il tribunale del Riesame di Reggio Calabria in sede di Appello ha disposto il dissequestro della unica porzione di area rimasta sotto sequestro della Calabria Maceri e Servizi spa nella operazione definita "Carta Canta". Si tratta di un ulteriore dissequestro ordinato dai giudici, sopo quelli disposti già da un anno, e che riguarda una porzione minima del compendio aziendale.
Stiamo parlando infatti di una superficie di 20mq su un totale di 120.000 mq. Con questo provvedimento si conclude la vicenda cautelare relativa al sequestro aziendale operato nell'ambito di una vicenda in cui l'azienda ha un ruolo assolutamente marginale. Alla società viene infatti contestato l'acquisto, da fornitori esterni, di circa sessantamila euro di carta da macero in cinque anni. Cifre assolutamente irrisorie rispetto al fatturato complessivo della società e acquisti operati presso terzi in perfetta buona fede.
Nonostante quanto premesso, si è giunti a tale risultato anche grazie alle misure adottate dalla società per rendere ancora più rigorosi i processi aziendali e al corretto funzionamento del modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.l. 231/01. Un ulteriore dimostrazione, al di là del caso specifico, della bontà dei modelli organizzatici di cui si è dotata l'azienda e che ne fanno un modello di riferimento, per efficacia della gestione, di molte aziende del settore. Il tutto in linea con i valori che hanno sempre caratterizzato la mission aziendale di Calabra Maceri, basato su un modello di industrializzazione ecologicamente sostenibile e ispirato all' economia circolare.
La pronuncia del TdL è l' ulteriore conferma di queste tesi, così come, fra l'altro, è dimostrato dai precedenti dissequestri delle quote e compendi aziendali. Soddisfazione è stata espressa dai legali della società, avvocati Marcello Manna e Giuseppe Manna, i quali hanno ribadito anche in questa occasione la totale estraneità della Calabra Maceri ai reati contestati. Estraneità che sta venendo alla luce già attraverso questi primi pronunciamenti.

