L’agguato avvenuto ieri pomeriggio a Rossano, nella città di Corigliano-Rossano, torna ad accendere i riflettori sul tema della sicurezza nel territorio della Sibaritide. A intervenire pubblicamente sono i sindacati dell’Arma dei Carabinieri, Unarma e SIM Carabinieri, che con due distinti comunicati hanno commentato l’episodio e rilanciato la richiesta di un rafforzamento degli assetti di sicurezza.

Nel pomeriggio di ieri un uomo, Salvatore Morfò, 67 anni, ritenuto dagli investigatori vicino ad ambienti della criminalità locale, è rimasto ferito in un agguato a colpi d’arma da fuoco avvenuto in un quartiere residenziale. L’episodio, consumato in pieno giorno, ha destato forte preoccupazione tra i cittadini. In serata, poi, le forze dell’ordine sono risaliti ad un 42enne su cui si concentrano le indagini.

Unarma: «A Rossano sicurezza indebolita dalla riduzione dei presidi»

La segreteria di Unarma sottolinea come la sparatoria rappresenti «l’ennesimo fatto grave che mina alla sicurezza percepita dai cittadini» e che, secondo il sindacato, mette ancora una volta in evidenza criticità sul fronte della prevenzione. Secondo il sindacato dei Carabinieri, molti episodi simili potrebbero essere limitati con una più efficace attività preventiva sul territorio. Unarma punta il dito contro la progressiva riduzione dei presidi istituzionali nell’area.

Il riferimento è, in particolare, alla soppressione del Tribunale e alla riorganizzazione delle compagnie dei Carabinieri di Corigliano e Rossano, che - secondo il sindacato - non avrebbe portato un incremento di personale ma, al contrario, una riduzione delle unità operative. Per questo motivo Unarma annuncia che chiederà a breve un incontro al prefetto di Cosenza per rappresentare nel dettaglio la situazione lavorativa dei militari nell’area di Corigliano-Rossano e valutare la possibilità di elevare l’attuale Reparto territoriale a Gruppo territoriale dei Carabinieri.

SIM Carabinieri: «Territorio strategico, servono strumenti più forti»

Anche il SIM Carabinieri interviene sul grave agguato avvenuto nel centro urbano, definendolo «un fatto di eccezionale gravità» per le modalità con cui è stato compiuto: un uomo colpito da arma da fuoco in pieno giorno, in un’area densamente frequentata. Secondo il sindacato, l’episodio dimostra come la Sibaritide resti un territorio interessato da dinamiche criminali complesse che richiedono strumenti investigativi e organizzativi ancora più solidi.

Il SIM Carabinieri, tuttavia, sottolinea anche l’efficienza operativa dimostrata dall’Arma. I militari del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano, coordinati dalla Procura competente, sono infatti riusciti in tempi rapidi a individuare e rintracciare il presunto autore dell’agguato, permettendo alla magistratura di procedere con le successive fasi investigative. Per il segretario generale aggiunto nazionale del SIM Carabinieri, Antonio Aprile, la Sibaritide rappresenta un territorio strategico per la Calabria per dimensioni, popolazione e peso economico.

Il Comune di Corigliano-Rossano, terza città della regione, presenta infatti un territorio molto vasto che comprende costa, aree agricole e zone montane. Una realtà urbana complessa che, secondo il sindacato, necessita di un salto di qualità nell’organizzazione della sicurezza. «Gli episodi criminali che continuano a verificarsi dimostrano che non è più il tempo delle attese», afferma Aprile, ribadendo la necessità di procedere verso l’elevazione dell’attuale Reparto territoriale di Corigliano-Rossano a Gruppo Carabinieri.

Una scelta che, secondo il SIM, consentirebbe di rafforzare gli assetti investigativi nel contrasto alla criminalità organizzata, migliorare la capacità operativa in un territorio esteso e garantire una presenza dello Stato ancora più efficace. Il sindacato annuncia che continuerà a sostenere questa richiesta nelle sedi istituzionali, convinto che rafforzare il dispositivo di sicurezza nella Sibaritide significhi tutelare i cittadini e sostenere il lavoro quotidiano dei Carabinieri impegnati sul territorio.