I provvedimenti dopo l'aggressione armata del 16 giugno. Vietato l'accesso ai locali della zona per periodi fino a tre anni
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Nove provvedimenti di Divieto di accesso alle aree urbane (Dacur) sono stati emessi dal Questore della provincia di Cosenza nei confronti di altrettanti residenti di Corigliano-Rossano, ritenuti coinvolti, a vario titolo, nella violenta aggressione armata culminata in una sparatoria avvenuta nella notte del 16 giugno scorso sul lungomare dell'area urbana di Rossano.
Il provvedimento arriva al termine delle indagini condotte dalla Divisione Anticrimine della Questura di Cosenza e dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corigliano-Rossano, coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Le prime attività investigative avevano consentito agli investigatori di individuare i presunti autori dell'episodio, che erano stati inizialmente sottoposti a fermo di polizia giudiziaria e, successivamente, a misura cautelare in carcere.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i nove destinatari dei provvedimenti avrebbero posto in essere comportamenti ritenuti particolarmente pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica, creando una situazione di grave rischio per l'incolumità delle numerose persone presenti nell'area e all'interno del locale teatro dei fatti.
Il Dacur, comunemente definito "Daspo urbano", è una misura di prevenzione finalizzata a contrastare fenomeni di criminalità e illegalità nelle aree considerate più sensibili, impedendo la presenza di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.
Per ragioni di sicurezza, ai destinatari del provvedimento è stato vietato, per periodi compresi tra due e tre anni, l'accesso e lo stazionamento nelle vicinanze di numerosi esercizi pubblici situati nella zona del lungomare di Rossano dove si verificò la sparatoria.

