Dal Ministero dell’Interno filtrano indiscrezioni sulla volontà di Matteo Piantedosi di avviare in tutta Italia una serie di controlli straordinari per la verifica dei sistemi di sicurezza nelle sale da ballo. La strage di Crans-Montana, sulle alpi svizzere, ha scosso l’opinione pubblica. Ed anche se nel nostro Paese le prescrizioni sono molto stringenti, vi è un concreto pericolo che tali norme non vengano rigidamente osservate.

L’attività della Procura di Paola

Anche in Calabria non mancano i locali adibiti, almeno sulla carta, a pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, dove vengono organizzati, soprattutto nei fine settimana, eventi che attraggono centinaia di giovani e giovanissimi, in strutture non attrezzate e con ticket di ingresso privi del bollo Siae e quindi, senza possibilità di accertare se il numero degli avventori sia compatibile con quello della capienza del locale stesso. Come si ricorderà, proprio nella scorsa estate, la Procura della Repubblica di Paola dispose il sequestro preventivo di un ristorante della costa tirrenica che stava preparando una serata in stile discoteca con un dj di fama nazionale e senza alcun permesso, con «grave pregiudizio – aveva scritto nel provvedimento il magistrato – per la pubblica incolumità». Un episodio non isolato. E se nella circostanza le autorità preposte sono tempestivamente intervenute, sorge il dubbio che in altri casi altri eventi si siano svolti in precarie condizioni di sicurezza.

La cultura della sicurezza

Fondamentale sotto questo aspetto, l’attività ispettiva e di controllo dei vigili del fuoco: «In Italia la normativa è rigida e restrittiva – ha detto al nostro network il comandante provinciale di Cosenza del corpo, Roberto Fasano – Materiale infiammabile come il rivestimento che ha preso fuoco gocciolando dal soffitto del Constellation di Cras-Montana, non è assolutamente consentito. Ogni elemento deve presentare tassative caratteristiche ignifughe. Peraltro, dalle immagini circolate sui vari canali social, si percepiscono ulteriori gravi manchevolezze; le vie di fuga non appaiono adeguate, nessun membro del personale interviene con estintori o altri dispositivi antincendio, i ragazzi continuano a ballare e si attardano a riprendere la scena con i cellulari, senza alcuna consapevolezza del pericolo cui sono esposti. I vigili del fuoco – ricorda Fasano – sono impegnati anche nella diffusione della cultura della sicurezza con specifici appuntamenti rivolti soprattutto ai giovani, affinché imparino a riconoscere le situazioni a rischio ed a salvaguardare la propria integrità».

Il vincolo della capienza

Da non sottovalutare la componente relativa alla capienza: «Le misure di prevenzione sono rapportate al numero massimo di persone che possono essere ospitate in un determinato spazio. È chiaro che, per un esercizio dimensionato per accogliere una certa quantità di persone, laddove dovessero entrarne molte di più, l’intero sistema di sicurezza risulterebbe alterato».

Sulla temporanea e non autorizzata trasformazione di bar e ristoranti in vere e proprie discoteche, il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Cosenza sottolinea come vi sia «una differenza fondamentale tra le attività in cui può essere adottato un intrattenimento musicale, per esempio con un piano bar, e quelle da adibire a sale da ballo. Nel primo caso gli avventori hanno un atteggiamento passivo di solo ascolto mentre il ballo implica un atteggiamento ed una partecipazione totalmente differenti. Il corpo dei vigili del fuoco, insieme ad altre istituzioni dello Stato, non è abilitato esclusivamente al controllo in sede di rilascio delle autorizzazioni, ma può svolgere anche attività ispettiva per verificare che le prescrizioni vengano costantemente rispettate».

La strage di Capodanno in Svizzera ha riacceso i riflettori anche in Italia sul rispetto delle stringenti norme di sicurezza dei locali da ballo. Salvatore Bruno ha incontrato il comandante provinciale di Cosenza dei vigili del fuoco, Roberto Fasano.