Avrà inizio il prossimo 28 novembre, come stabilito dal gip Gilda Danila Romano, l’udienza preliminare a carico di 27 persone a vario titolo coinvolte nell’inchiesta denominata Grecale che contempla la presenza di un’associazione per delinquere, all’interno dell’università Magna Graecia di Catanzaro, che avrebbe commesso gravi illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (detti stabulari) all’interno dell’ateneo. Illeciti che avrebbero visto la partecipazione dell’ex rettore, Giovambattista De Sarro, di professori universitari, veterinari dell’Asp di Catanzaro e anche il presidente dell’organismo preposto al benessere degli animali (Opba), Domenico Britti.
Gli imputati – tra i quali compaiono anche il cardiologo Ciro Indolfi e il professore Vincenzo Mollace – sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, maltrattamento di animali, uccisione di animali, corruzione, falso, false informazioni al pm. Rispetto alla chiusura indagini sono stati stralciati i nomi di Donato Cosco, Angelo Lavano, Natalia Malara, Teresa Ferrazzo e Nicola Perrotti.

Nell’inchiesta si parla del crudele trattamento riservato ai topolini cavie da laboratorio, in alcuni casi “smaltiti” con decapitazione senza anestesia.
Anche la temperatura alla quale devono essere tenuti i roditori, per esempio, va mantenuta tra 20 e 24 gradi. Questo perché animali sottoposti a procedure con temperature diverse danno risposte sperimentali diverse. All’università Magna Graecia di Catanzaro d’estate il clima era così caldo e d’inverno così freddo, a causa degli impianti di condizionamento guasti, che si sospettano morie di topi causate delle temperature impervie.

In sostanza – si legge tra i brogliacci dell’indagine Grecale – il danno causato dal maltrattamento sugli animali è duplice: da un lato si causa una inutile sofferenza sugli animali, dall’altro si rischia di falsare l’attendibilità di una ricerca perché la cavia sottoposta a stress non risponde in maniera attendibile alla sperimentazione.
La richiesta di rinvio a giudizio, vergata dal procuratore Salvatore Maria Curcio, dall’aggiunto Giulia Pantano e dal sostituto Saverio Sapia, è stata notificata a

Pierino Anastasio,
Domenico Britti,
Giuseppe Caparello,

Maria Caparello,
Cristina Rita Carresi,
Fabio Castagna,
Velia Cassano,
Rita Citraro,
Luciano Conforto,
Nicola Costa,
Carmen De Caro,
Giovambattista De Sarro,
Luca Gallelli,
Ciro Indolfi,
Elzbieta Janda,
Antonio Leo,
Giovanni Lo Prete,
Vincenzo Mollace,
Vincenzo Musolino,
Ernesto Palma,
Anselmo Poerio,
Emilio Russo,
Federica Scarano,
Pierfrancesco Tassone,
Daniele Torella,
Giuseppe Viscomi,
Domenico Voci.

Nel collegio difensivo gli avvocati Gianluca Serravalle, Vittorio Rainieri, Giuseppe Pitaro, Aldo Casalinuovo, Antonello Talerico, Arturo Bova, Alessandro Fiorino, Marco Gentile, Valerio Murgano, Luca Procopio, Vincenzo Garzaniti, Giuseppe Vetrano, Antonio Viscomi, Domenico Viscomi, Simone Rizzuto, Francesco Melone, Maria Bonaddio, Salvatore Staiano, Salvatore Savastano, Lorenzo Guarino, Elisabetta Giorgi, Antonella Canino, Nunzio Raimondi, Helenio Cartaginese, Arnaldo Rotella, Andrea Gentile, Antonio Larussa, Filippo Commisso, Vincenzo Belcastro.