Una bottiglietta d’acqua modificata per nascondere la cocaina, una carabina con potenza superiore a 7,5 joule, una pistola lanciarazzi e circa 3.500 euro in contanti. È quanto avrebbe rinvenuto la Polizia di Stato durante una perquisizione effettuata nei giorni scorsi in un’abitazione di Trebisacce.

L’operazione, finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza e della Polizia Stradale di Trebisacce.

Alle attività hanno partecipato anche le unità cinofile antidroga della Guardia di Finanza del Gruppo di Sibari e dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Vibo Valentia.

L’intervento si inserisce nell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio disposti nella provincia di Cosenza, con particolare attenzione all’area dell’Alto Ionio cosentino, ed è stato svolto secondo le linee guida della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal procuratore capo Alessandro D’Alessio.

La cocaina nascosta nella bottiglietta modificata

La perquisizione domiciliare ha avuto esito positivo. All’interno dell’abitazione gli investigatori hanno sequestrato sette grammi di cocaina, che sarebbero stati nascosti in una bottiglietta d’acqua appositamente modificata.

Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, il contenitore era dotato di un meccanismo che permetteva di svitarlo nella parte centrale, consentendo così l’accesso a un vano ricavato sul fondo e utilizzato come nascondiglio.

Nel corso dell’attività sono stati trovati anche materiali destinati, secondo gli investigatori, alla pesatura e al confezionamento delle sostanze stupefacenti.

Sequestrate una carabina e una pistola lanciarazzi

Gli agenti hanno inoltre rinvenuto e sequestrato un fucile modello carabina, con potenza superiore ai 7,5 joule, insieme al relativo munizionamento.

Nell’abitazione era presente anche una pistola lanciarazzi, anch’essa corredata da munizioni. La perquisizione ha infine portato al sequestro di denaro contante per una somma complessiva di circa 3.500 euro.

Gli accertamenti dovranno chiarire la provenienza del denaro e la sua eventuale connessione con l’attività contestata.

Al termine delle operazioni, la persona sottoposta alla perquisizione è stata arrestata e collocata agli arresti domiciliari.