Accertamenti della magistratura cosentina sul quadro clinico del cinquantottenne Antonio Solferino, deceduto in rianimazione a seguito di una grave polmonite e un'emorragia cerebrale
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La Procura della Repubblica di Cosenza ha avviato un fascicolo d'indagine per fare luce sul decesso del cinquantottenne Antonio Solferino, avvenuto presso l’ospedale civile "Annunziata". L'uomo, detenuto a Rossano nella casa circondariale di contrada Ciminata Greco per una condanna relativa all'omicidio della moglie risalente al 2008, è deceduto a seguito del repentino ed esiziale peggioramento dello stato di salute.
Il decadimento delle condizioni fisiche del recluso si è verificato nell'arco di pochissimi giorni. Solferino era stato inizialmente trasferito d'urgenza dalla struttura penitenziaria al pronto soccorso dell'ospedale "Nicola Giannettasio" a causa di una polmonite acuta. A fronte dell'aggravarsi dell'infezione, si era reso necessario il ricovero nel reparto di Rianimazione. La successiva comparsa di una complicanza emorragica a livello cerebrale ha poi disposto il trasferimento protetto verso il nosocomio specializzato di Cosenza, dove l'uomo è deceduto dopo quarantotto ore di degenza.
Secondo quanto riferito da “La Gazzetta del Sud” a seguito del decesso, i congiunti dell'uomo, assistiti dall'avvocato Vincenzo Palopoli, hanno depositato un formale esposto per chiedere il riscontro di eventuali ritardi o negligenze nell'assistenza medica fornita. La denuncia ha fatto scattare l'inchiesta: la magistratura ha conferito l'incarico al perito d'ufficio per l'esecuzione dell'esame autoptico, svolto alla presenza del consulente tecnico della famiglia.
I riscontri della perizia e gli accertamenti istologici permetteranno di stabilire l'esatta causa del decesso e di verificare l'adeguatezza delle terapie somministrate durante le fasi del ricovero. Concluso l'esame medico-legale, le spoglie rientreranno a Rossano per lo svolgimento delle esequie.

