Il brutto pasticciaccio di “Villa Torano”, è una storia che continua a complicarsi, anziché sciogliersi. Ogni giorno spunta un indizio nuovo che rimescola le carte e riporta indietro di una casella. Pare che già una settimana prima di Pasqua, il giorno del ricovero di quella che fino ad oggi era ritenuta la “paziente 0”, qualche ospite della struttura, avesse iniziato ad accusare sintomi sospetti, sintomi che nel bel mezzo di una pandemia non potevano non aver insospettito qualcuno.

«Mia nonna è stata ricoverata l’11 marzo a “Villa Torano”, doveva rimanere solo qualche settimana per la riabilitazione e uscire il 9 aprile, ma quando siamo andati a prenderla ci hanno detto che non potevamo portarla a casa perché aveva la febbre». Daniela è la nipote, e con la famiglia ha vissuto giorni di angoscia. Da lunedì scorso non hanno avuto più notizie della signora Pileria. Telefoni che squillano a vuoto, nessuna assistenza. Fino ad oggi. «Abbiamo appena saputo che mia nonna è positiva».

Possibile che quella febbre del 9 aprile fosse riconducibile al Covid-19? Considerando la positività confermata oggi, è molto probabile. Sono in corso indagini per stabilire come sia avvenuto il contagio all’interno della struttura (chiusa al pubblico dai primi di marzo) e soprattutto quando. 

L’altra storia di “Villa Torano”

Rosaria è la moglie di un Oss della struttura. Ha tre figli e qualche problema di salute. Non vede suo marito da lunedì sera, quando la direzione l’ha chiamato invitandolo di tutta fretta a fare le valigie e tornare a Villa Torano per sottoporsi al tampone. Lui è uno di quelli risultati positivi al primo giro di risultati, e ieri gli hanno ripetuto il test. Sua moglie fa parte di quelle 130 persone, tra contatti e familiari degli operatori, che stanno aspettando di sapere se sono stati contagiati o no. «I miei figli piangono, vogliono sapere come sta il papà e anche io sono spaventata. Per giorni ho cercato di chiamare qualcuno per chiedere di essere sottoposta a tampone, sono venuti solo oggi dopo cinque giorni, ma per salvaguardare gli altri mi sono messa da subito in quarantena volontaria».

Come lei sono tantissimi che in queste ore stanno col fiato sospeso. Intanto per Villa Torano, a breve saranno allestite unità mobili a domicilio, per effettuare le radiografie e accelerare lo screening.