Ieri all’ora di pranzo, gli aggiornamenti sui tamponi effettuati (105) avevano dato come esito 49 positività. Oggi, direttamente dall’Asp di Cosenza, ci informano che sono arrivati gli ultimi dati relativi a “Villa Torano”. Parliamo di 42 operatori positivi (su 43 negativi). Mancano all’appello 15 dipendenti che devono ancora essere sottoposti al test, ma essendo in malattia e in aspettativa maternità, non si sono presentati all’appuntamento con i medici dell’Asp di Cosenza. Gli ospiti contagiati dal virus sono invece 36 (20 sono risultati negativi). In totale (esclusi i 15 ancora in attesa) parliamo di 78 persone che da domenica ad oggi hanno scoperto di avere contratto il virus. Non c’è ancora un quadro completo sui contagiati “di riflesso”: amici e familiari di degenti e operatori.

Ma cosa è successo a Torano Castello?

Facciamo un piccolo passo indietro. Tutto è partito dal ricovero, nella domenica di Pasqua, di una signora, originaria di Malvito, che era ospite della Rsa. L’anziana, che aveva difficoltà a respirare, è risultata positiva al test per il Covid19. Il giorno seguente, siamo a Pasquetta, la direzione sanitaria della clinica di Torano chiama e ottiene a tempo di record, 200 tamponi dalla Protezione civile. I tamponi vengono eseguiti da un operatore della struttura e inviati, nottetempo al laboratorio del Pugliese-Ciaccio, a Catanzaro. 

Il giorno dopo, siamo a martedì, al Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza arriva una telefonata. Ci sono più di 60 tamponi positivi provenienti dalla Rsa “Villa Torano”. Una doccia gelida arrivata in un momento in cui le prime attività stavano riaprendo le porte, e si parlava di progettare una fase 2, soprattutto al Sud, soprattutto in Calabria dove il virus si era quasi bloccato. Invece niente. La provincia di Cosenza è quella più colpita.

L’allarme diventa da arancione diventa rosso e la faccenda si complica, ulteriormente. L’Asp di Cosenza scrive una lettera di fuoco, in cui accusa la direzione della Rsa di aver agito bypassando il Dipartimento di prevenzione che doveva, secondo l’ordinanza regionale, essere immediatamente avvertito di quello che stava accadendo. La direzione della clinica, in una riunione straordinaria convocata al Dipartimento di salute, fa spallucce e chiede scusa. 

I tamponi rifatti, ma i numeri sono superiori a quelli contestati

Ma intanto il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli, che è anche commissario del Mater Domini e del Pugliese-Ciaccio ordina che vengano ripetuti tutti i tamponi, sotto la supervisione dell’Asp questa volta, e da operatori del suo Dipartimento. I risultati arrivano. Settantotto contagiati tra ospiti e operatori di “Villa Torano”. Ma il ritardo nel denunciare la situazione interna alla clinica, ha causato un effetto domino drammatico.

Vengono rintracciati i familiari e i contatti degli operatori sanitari, gli viene chiesto di mettersi in quarantena in attesa di essere sottoposti al test. Molti aspettano per giorni, famiglie con bambini piccoli, anziani, anche amici che confessano di aver scambiato gli auguri di Pasqua con qualcuno del personale della clinica, convivono con l’ansia di aver contratto il virus. Escono fuori le prime testimonianze che parlano di anziani che avevano manifestato i primi sintomi dai primi di aprile, anziani poi risultati contagiati. 

Mentre in ospedale si trovano ancora ricoverate due donne, degenti della clinica, ancora nessuno sa spiegare come è entrato il virus nella struttura e soprattutto perché si sia aspettato così tanto per dare l’allarme.