L’estate è appena iniziata e, come ogni anno, lungo la costa ionica calabrese si aprono le porte delle attività balneari che rappresentano uno dei motori dell’economia locale. Dietro ombrelloni, spiagge e accoglienza, però, si nasconde una realtà fatta di sacrifici, cambiamenti sociali e sfide sempre più complesse. A raccontarla è Nicola Manno, titolare e gestore del Lido Il Gabbiano di Roccella Ionica, attività a conduzione familiare nata nel 1995 e da allora punto di riferimento per residenti e visitatori.

Secondo Manno, rispetto a molti anni fa, il turismo è cambiato profondamente. Se in passato la permanenza dei vacanzieri era più lunga e i flussi più consistenti, oggi le abitudini delle famiglie sono diverse. «Si lavora di più e si ha meno tempo per le vacanze», osserva l’operatore turistico. «Una volta le persone restavano settimane intere, oggi spesso si concentrano su pochi giorni. È cambiato il modo di vivere le ferie e questo inevitabilmente si riflette anche sul nostro lavoro».

Per le strutture stagionali questo significa dover affrontare mesi di attività con margini sempre più ridotti. La parte più intensa della stagione resta quella centrale di agosto, in particolare la settimana di Ferragosto, che continua a rappresentare il momento decisivo dell’estate.

Alle difficoltà legate ai flussi turistici si aggiungono quelle ambientali. L’erosione costiera e le conseguenze degli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni hanno inciso sulle attività che operano a stretto contatto con il mare. Problemi che interessano numerose strutture balneari della fascia ionica e che richiedono continui interventi e capacità di adattamento.

Eppure, nonostante le criticità, emerge la volontà di resistere e guardare avanti. Una determinazione che passa anche attraverso il lavoro quotidiano di intere famiglie. Nel caso del Lido Il Gabbiano, la giornata inizia prima dell’alba, intorno alle 4.30 del mattino, e prosegue fino a sera, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Tra gli elementi che Manno considera fondamentali per il futuro del turismo calabrese ci sono l’ospitalità, la gentilezza e il rapporto umano con i visitatori. «L’accoglienza è la nostra forza», sottolinea. «Chi arriva in Calabria deve sentirsi a casa. Il sorriso, la disponibilità e il contatto umano sono aspetti che fanno la differenza e che i turisti ricordano quando tornano da noi».

Valori che, a suo giudizio, continuano a rappresentare una delle ricchezze più autentiche del territorio. «Abbiamo un mare straordinario e un territorio bellissimo, ma dobbiamo continuare a puntare anche sulla qualità dell’accoglienza. È questo che può far crescere davvero il turismo nella nostra regione».

Resta aperta anche la sfida dell’internazionalizzazione. La presenza di turisti stranieri, infatti, è ancora limitata rispetto alle potenzialità della costa ionica, una delle aree più suggestive della regione ma ancora poco conosciuta nei grandi circuiti turistici internazionali. Non c’è rassegnazione nelle parole dell’operatore roccellese. Al contrario, prevale la speranza che la Calabria possa crescere ulteriormente come destinazione turistica, valorizzando le proprie bellezze naturali, il mare, la cultura dell’accoglienza e le tante realtà imprenditoriali che ogni estate lavorano per offrire servizi ai visitatori. «Credo molto nelle potenzialità della Calabria», conclude Manno. «Se continuiamo a lavorare con impegno e a valorizzare ciò che abbiamo, possiamo attirare sempre più visitatori e dare nuove opportunità al nostro territorio».

L’augurio, condiviso da molti operatori del settore, è che la stagione appena iniziata possa rappresentare un passo in avanti per tutto il territorio. Una Calabria più attrattiva, capace di intercettare nuovi flussi turistici e di trasformare le proprie potenzialità in opportunità concrete di sviluppo.