Il presidente di Confindustria Cosenza Giovan Battista Perciaccante analizza l'andamento dell'economia calabrese, tra punti di forza e criticità: «I problemi non mancano, ma ci sono segnali che ci lasciano ben sperare per il nuovo anno»

L'economia calabrese tra luci e ombre: se da un lato Banca d'Italia registra un aumento del Pil in Calabria dell'1,3%, dall'altro la CGIA di Mestre certifica un persistente gap strutturale che s'abbatte come una tagliola sulle aziende che operano nella nostra regione.

Il presidente di Confindustria Cosenza Giovan Battista Perciaccante - dopo aver valutato pesi e contrappesi - lascia trapelare un cauto ottimismo: «Siamo consapevoli di partire da posizioni di retroguardia, pur tuttavia non sarebbe giusto trascurare l'incoraggiante ripresa che nel 2025 ha contraddistinto il settore produttivo calabrese. Ci sono aziende che hanno fatto importanti investimenti, anche grazie all'opportunità rappresentata dalla ZES, che il Governo pare voglia rendere strutturale per almeno altri due anni. Il resto è venuto credito da imposta e bandi pubblicati dalla Regione Calabria».

A far da traino nell’anno appena conclusosi le costruzioni, che hanno beneficiato delle risorse del PNRR. Il presidente Perciaccante fa un esempio su tutti: «Per quanto riguarda la statale 106, penso ai tratti Catanzaro-Crotone e Sibari-Corigliano-Rossano dove sono stati appaltati due nuovi lotti, da 500 e 700 milioni di euro».

Altro comparto tradizionalmente forte quello dell'agricoltura, che vanta vere e proprie eccellenze, specie in provincia di Cosenza: «Il territorio della Sibaritide è all'avanguardia; mi riferisco alla produzione di clementine e arance che sono famose in tutto il mondo, ma anche alle pesche, alle albicocche, ai kiwi e alle coltivazioni di riso».

Come dicevamo in apertura, la spinta propulsiva delle aziende da sola non basta. I prodotti devono poter raggiungere i mercati nazionali e internazionali in tempi che siano i più competitivi possibili. Da qui, la necessità di dotare la Calabria di infrastrutture moderne, capaci di rompere quell'isolamento che spesso sembra attanagliare la nostra regione. Per quanto riguarda i collegamenti aerei, il quadro sembra essere differente, con ricadute positive sul settore del turismo registrate soprattutto durante la stagione estiva.

«La Regione ha annunciato che, entro il 2026, sarà rinnovato e potenziato l'aeroporto di Reggio Calabria, mentre in quello di Lamezia Terme assisteremo presto all'introduzione di nuove rotte da parte di Ryanair, grazie a un finanziamento di 15 milioni di euro. Sempre in questo scalo - continua il presidente di Confindustria Cosenza Perciaccante -  è prevista la realizzazione di due hangar per la manutenzione degli aerei; un investimento che produrrà nell'immediato la creazione di trecento posti di lavoro».

A proposito di strategie regionali, il presidente di Confindustria Cosenza Perciaccante commenta favorevolmente la misura di 500 euro mensili a favore di studenti universitari con la media del 27 a condizione che non si trasferiscano altrove, proposta da Roberto Occhiuto in campagna elettorale: «Si tratta di un'ottima misura, che potrebbe incentivare i nostri giovani a non lasciare la Calabria, per costruire altrove il proprio futuro occupazionale. Siamo diventati una terra di vecchietti, c'è bisogno di porre in essere tutti gli sforzi possibili per bloccare l'emorragia delle nuove generazioni, trattenendo le loro competenze e professionalità».

Positivo anche il giudizio sul contributo fino a 100mila euro per le giovani coppie che decidano di vivere in paesi disagiati e a rischio spopolamento: «Questi fondi, una volta erogati, sarebbero destinati in parte alla ristrutturazione di vecchi edifici, e ciò rappresenterebbe una boccata di ossigeno per le piccole imprese del settore delle costruzioni. La Calabria ha uno straordinario patrimonio di centri storici, molti dei quali però svuotati da un'emigrazione senza più ritorno».

A proposito di sanità, infine, il presidente di Confindustria Cosenza non si sottrae alla domanda relativa alla costruzione del "nuovo ospedale di Cosenza", che sorgerà nelle vicinanze dell'Unical a Rende: «È una soluzione ottimale, che farà dialogare il mondo dell'università con quello sanitario. Meglio di così!»