Il raddoppio della galleria ferroviaria Santomarco sulla linea Cosenza–San Lucido, progettato e finanziato da Ferrovie dello Stato, rappresenta un’opera infrastrutturale di grande rilievo per il territorio. Ma, accanto ai benefici attesi sul piano della mobilità, si apre ora un nodo politico e istituzionale cruciale: quello delle opere compensative, il cui valore complessivo supera i 40 milioni di euro, pari al 2% dell’intero investimento.

Le risorse sono destinate ai Comuni direttamente interessati dal tracciato – Rende, Montalto Uffugo, San Fili, San Vincenzo La Costa, Paola e San Lucido – e, secondo quanto emerso, nei mesi scorsi i rappresentanti istituzionali avrebbero raggiunto un’intesa preliminare sia sulla ripartizione dei fondi sia sulle modalità di intervento. Un accordo che, tuttavia, rischia ora di incrinarsi.

A lanciare un segnale d’allarme è il sindaco di San Lucido, Cosimo De Tommaso, che parla apertamente di tensioni e possibili ripensamenti.

«Noi Comuni – afferma De Tommaso – dovremmo avere equilibrio e lungimiranza tali da trasformare gli importi assegnati in opere realmente compensative, capaci di dare sollievo ai territori che saranno attraversati dalla nuova galleria, rafforzando l’accordo ipotizzato».

Il primo cittadino richiama a un principio di parità istituzionale, al di là del peso demografico o dell’entità delle somme assegnate. «È un compito arduo – sottolinea – che deve partire dal riconoscerci tutti sullo stesso piano, indipendentemente dall’importanza del Comune che amministriamo. Serve un confronto leale, senza furbizie e senza l’atteggiamento di chi si sente più preparato o più scaltro degli altri. Un appello che rivolgo innanzitutto a me stesso».

Nel suo intervento, De Tommaso mette in guardia da derive personalistiche e campanilistiche che rischierebbero di compromettere l’intero impianto dell’intesa. «Tendenze di questo tipo – avverte – produrrebbero solo problemi e farebbero cadere l’accordo costruito con fatica».

Da qui l’invito a consolidare il percorso comune: «Dobbiamo lavorare attorno all’accordo con trasparenza, senza pensare solo al nostro orticello e senza sentirci “primus inter pares”. Se non rafforzeremo questa intesa nel pieno rispetto di tutti – conclude il sindaco di San Lucido – si apriranno solo beghe, ritardi pericolosi e il rischio concreto di far fallire qualsiasi accordo».

Un monito che chiama in causa l’intera governance locale e che rimette al centro una questione decisiva: trasformare una grande opera infrastrutturale in una reale occasione di riequilibrio territoriale, evitando che divisioni politiche e rivalità locali finiscano per neutralizzarne i benefici.