Venerdi 27 febbraio un evento di grazia per la Diocesi di Lungro che unisce autorità e fedeli in un cammino di fede e pace, celebrando la testimonianza del Poverello come segno di speranza per la comunità.
Tutti gli articoli di Eventi
PHOTO
C’è un’attesa vibrante che attraversa le caratteristiche "rughe" di Civita, uno dei borghi più suggestivi della Calabria Citra. La comunità parrocchiale e l’intera cittadinanza si apprestano a vivere venerdi 27 febbraio una giornata che resterà scolpita negli annali della storia locale, il borgo accoglierà la Reliquia di San Francesco d’Assisi. Questo evento, eccezionale valore spirituale si inserisce nel solenne cammino del Pellegrinaggio Nazionale promosso per celebrare l'ottavo centenario della morte del Poverello (1226–2026). Un arco di otto secoli che non ha minimamente scalfito l’attualità di un messaggio fatto di umiltà, pace e amore incondizionato per il Creato.
L’approdo del “segno sacro” a Civita assume una valenza ancora più profonda se si considera il contesto geografico e religioso. All'interno del territorio dell’Eparchia di Lungro, sono state selezionate soltanto quattro comunità per ospitare la reliquia durante il suo passaggio in Calabria. La scelta di Civita è stata accolta come un "dono che onora e responsabilizza", un riconoscimento alla devozione di un popolo che ha sempre saputo coniugare la propria identità arbëreshë con una fede profonda e radicata.
Il comunicato ufficiale diffuso dalla parrocchia sottolinea come questo appuntamento rientri nel contesto dell'Anno Giubilare Francescano, un tempo di grazia indetto per riattualizzare la testimonianza evangelica del Santo. Non si tratta, dunque, di una semplice rievocazione storica, ma di un invito collettivo alla conversione e al rinnovamento spirituale. Per la comunità di Civita è un "segno concreto della comunione dei santi". Attraverso il contatto visivo e spirituale con questo segno, la Chiesa invita i cittadini a lasciarsi provocare dalla radicalità di Francesco, l’uomo che scelse di spogliarsi di ogni bene per rivestirsi di Cristo.
«La devozione alle reliquie non si ferma alla materia, ma ci conduce a Cristo – spiegano dalla comunità parrocchiale – , esse ci ricordano, con forza dirompente, che il Vangelo non è un’utopia irraggiungibile, ma può essere vissuto pienamente anche da uomini e donne del nostro tempo, proprio come fece Francesco nella sua semplicità.»
L'evento di venerdi 27 febbraio non resterà confinato tra le mura della chiesa. La parrocchia ha infatti esteso un invito corale a tutte le componenti della società civile. Saranno presenti le Autorità Civili, le Forze dell’Ordine operanti sul territorio e le numerose Associazioni Locali che animano la vita culturale e sociale di Civita. L’obiettivo è trasformare l’accoglienza del "Pellegrino d'Assisi" in un momento di testimonianza pubblica unitaria. In un’epoca segnata da frammentazioni e incertezze, la figura di San Francesco, patrono d'Italia e araldo della pace, viene proposta come un collante sociale capace di generare speranza e coesione. Civita si prepara dunque con "cuore aperto e spirito di fede". Il borgo, noto per le sue bellezze naturali, si appresta a diventare, per un giorno, una “piccola Assisi” nel Parco Nazionale del Pollino.

