La consigliera regionale Santoianni porta avanti l'iter per il riconoscimento ufficiale del "Perciavutti" di Mormanno, antica festa del vino nuovo legata alla civiltà contadina calabrese
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La Calabria si prepara a riconoscere ufficialmente una delle manifestazioni più radicate nella memoria contadina del Pollino. La proposta di legge regionale presentata dalla consigliera Elisabetta Santoianni è in pieno iter istituzionale e punta a trasformare il "Perciavutti" di Mormanno in un evento di rilievo regionale, con tutto il peso simbolico e promozionale che ne consegue. La manifestazione è una rievocazione storica e culturale che affonda le radici nella civiltà contadina calabrese, nel ciclo del vino nuovo, nei ritmi di un'agricoltura che scandiva le stagioni e aggregava le comunità.
Ogni anno il centro storico di Mormanno si anima attorno a questa tradizione, che diventa occasione per celebrare le eccellenze enogastronomiche del territorio e per richiamare visitatori da fuori regione. Santoianni non ha dubbi sul senso dell'iniziativa. «Questa proposta di legge vuole trasformare una tradizione viva in uno strumento di riconoscimento istituzionale e di sviluppo per il territorio – ha dichiarato la consigliera -. La Calabria deve saper valorizzare ciò che la rende unica». Un concetto che ritorna anche nelle sue conclusioni, dove identità, turismo e sviluppo vengono indicati come facce della stessa medaglia.
Nella fase di costruzione della proposta ha avuto un ruolo rilevante anche Francesco Diurno, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Mormanno, che ha sostenuto con convinzione il percorso istituzionale facendosi interprete delle istanze della comunità locale. Un segnale di come l'iniziativa nasca dal basso, dal territorio, prima ancora che dai palazzi.
Sul piano finanziario, la proposta è pensata per non gravare sul bilancio regionale, puntando invece sugli strumenti istituzionali già esistenti per dare visibilità e sostegno alla manifestazione. Un approccio pragmatico che potrebbe facilitarne l'approvazione e che risponde a una logica ormai consolidata nella valorizzazione dei beni culturali immateriali.

