Èatterrato all'aeroporto militare di Milano Linate il volo di Stato che ha riportato in Italia cinque dei sei giovani italiani morti nella strage di Crans-Montana. I feretri appartengono ai due amici milanesi Achille Barosi e Chiara Costanzo, al bolognese Giovanni Tamburi e al genovese Emanuele Galeppini, che due cortei riporteranno nelle loro rispettive città. Il C130 con le salme proseguirà poi per l'Aeroporto di Ciampino Militare (31mo Stormo), per riportare a casa il romano Riccardo Minghetti.

All'aeroporto militare di Linate sono presenti i genitori di Achille Barosi con amici di famiglia, mentre sull'aereo in arrivo dalla Svizzera ci sono, a quanto si apprende, i famigliari di Chiara Costanzo. Il feretro della coetanea Sofia Prosperi, italo-svizzera che viveva a Lugano, non è stato imbarcato: le esequie si svolgeranno infatti nella città elvetica. Sul velivolo viaggiano anche le famiglie di tre vittime: due scenderanno a Milano e una a Roma. Con loro personale del dipartimento di Protezione civile, del ministero degli Esteri e un team di psicologi.

A esprimere vicinanza ai familiari anche l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. I feretri sono stati imbarcati sul velivolo da personale della polizia cantonale del Vallese, alla presenza anche di una rappresentanza dei vigili del fuoco e di autorità elvetiche. . Mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. "In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione.

Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio", ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. 0:00 0:21 Assalto a un portavalori sulla A14, tratto chiuso nel Chietino Èatterrato all'aeroporto militare di Milano Linate il volo di Stato che ha riportato in Italia cinque dei sei giovani italiani morti nella strage di Crans-Montana. I feretri appartengono ai due amici milanesi Achille Barosi e Chiara Costanzo, al bolognese Giovanni Tamburi e al genovese Emanuele Galeppini, che due cortei riporteranno nelle loro rispettive città.

Il C130 con le salme proseguirà poi per l'Aeroporto di Ciampino Militare (31mo Stormo), per riportare a casa il romano Riccardo Minghetti. All'aeroporto militare di Linate sono presenti i genitori di Achille Barosi con amici di famiglia, mentre sull'aereo in arrivo dalla Svizzera ci sono, a quanto si apprende, i famigliari di Chiara Costanzo. 

Il feretro della coetanea Sofia Prosperi, italo-svizzera che viveva a Lugano, non è stato imbarcato: le esequie si svolgeranno infatti nella città elvetica. Sul velivolo viaggiano anche le famiglie di tre vittime: due scenderanno a Milano e una a Roma. Con loro personale del dipartimento di Protezione civile, del ministero degli Esteri e un team di psicologi. A esprimere vicinanza ai familiari anche l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. I feretri sono stati imbarcati sul velivolo da personale della polizia cantonale del Vallese, alla presenza anche di una rappresentanza dei vigili del fuoco e di autorità elvetiche.

"In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio", ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

"In Italia sarebbero arrestati" i gestori del Constellation di Crans-Montana Jacques e Jessica Moretti. Lo ha detto l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, al cimitero di Sion, dove sono in partenza verso l'Italia i feretri di cinque vittime italiane. La procura del Canton Vallese ha invece stabilito che non servono misure cautelari non sussistendo i presupposti, in particolare il pericolo di fuga. "L'ho saputo dalle autorità locali che lo hanno ammesso, che sono a conoscenza che quel materiale era infiammabile, non era ignifugo. D'altra parte la dimostrazione è il fatto che abbia preso fuoco" ha detto ancora Cornado, in riferimento al materiale fonoassorbente sul soffitto del Constellation che ha preso fuoco nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana.

"Quello che so è che se c'era un'uscita di sicurezza era mal segnalata, e in mezzo a quel disastro non l'hanno neanche vista i ragazzi", ha poi risposto ai cronisti riguardo alle misure di sicurezza del locale il diplomatico, dopo essere giunto al cimitero di Sion, dove sono in partenza verso l'Italia i feretri di cinque vittime.