La premier e il suo vice: «L’Italia pretende le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano». Convocato l’ambasciatore
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Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir visita il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della Flotilla fermati dalla marina militare israeliana e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo “Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo”, deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio ed esulta: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa» e «Il popolo d’Israele vive». In un altro filmato, si vede un attivista che grida «Free Palestine» mentre viene sbattuto a terra da un agente.
«Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora: niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei terroristi» ha detto Ben-Gvir in un altro video diffuso durante la visita al porto di Ashdod, in cui deride gli attivisti della Flotilla che compaiono nel filmato bendati e ammanettati in ginocchio con il volto a terra.
«Non lasciatevi turbare dalle loro urla». «Ottimo lavoro. Ecco come si fa». Così, verso la fine del video, Ben Gvir si rivolge agli agenti mentre si sente una donna implorare e urlare. Il ministro dell’ultra destra israeliana definisce anche «ottimo lavoro» quello della polizia mentre passa accanto ad agenti mascherati che stanno legando una donna.
Gli attivisti della Flotilla, come scrive Haaretz, vengono legati e trascinati nel porto israeliano di Ashdod e nel video, mentre viene trasmessa dagli altoparlanti “Hatikva”, l’inno israeliano, si vedono agenti di polizia mascherati che spingono a terra gli attivisti, costringendoli a mettersi a quattro zampe e trascinandoli sul pavimento. Gli attivisti sono allineati all’interno di un magazzino, costretti a inginocchiarsi con la faccia a terra e le mani legate dietro la schiena con delle fascette.
Meloni e Tajani: «Immagini inaccettabili»
«Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona». Lo affermano in una dichiarazione la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano».
«Quanto emerge dal video del ministro Ben Gvir è assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignità umana. D’intesa con il presidente del Consiglio ho fatto convocare immediatamente alla Farnesina l’ambasciatore d’Israele in Italia», ha scritto Tajani su X.
«Stasera rientreranno i primi due italiani» della Flotilla, «il parlamentare Carotenuto e il giornalista Mantovani», ha detto ancora Tajani, parlando con i giornalisti a Villa Doria Pamphilj, sede dell’incontro bilaterale fra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro indiano Narendra Modi.
Attivisti in sciopero della fame
Sono 10 gli attivisti italiani fermati che erano già stati bloccati nelle precedenti spedizioni della Flotilla dirette a Gaza. Sette erano stati bloccati durante l’abbordaggio di ottobre 2025 e detenuti in Israele, 2 il 29 aprile al largo di Cipro e detenuti sulla nave israeliana e uno in entrambe. Il team legale italiano ha depositato una nuova denuncia alla Procura di Roma chiedendo il rilascio immediato, protezione e garanzie per gli attivisti. Sono 30 gli italiani bloccati, a cui si aggiungono 2 cittadini spagnoli e un americano che vivono stabilmente in Italia.
«Il team legale di Adalah contesterà la legalità di queste detenzioni e chiederà l’immediato rilascio di tutti i partecipanti alla flottiglia», ha affermato Adalah in una nota. Ieri notte Israele ha affermato di avere intercettato tutte le imbarcazioni, fermando 430 attivisti.
Ottantasette attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla, fermati dall’Idf e diretti in Israele, hanno iniziato uno sciopero della fame. In un post pubblicato su X, la Flotilla ha affermato che, per la seconda volta in tre settimane, l’esercito israeliano, che si autodefinisce «l’esercito più morale», ha «rapito i loro compagni in acque internazionali». La Flotilla ha chiesto il rilascio di tutti gli attivisti «nelle mani delle autorità israeliane» e ha esortato i governi a condannare l’«atto di pirateria».
L’imam di Firenze: «Liberate i nostri concittadini»
«A Israele chiedo di liberare i nostri concittadini, non può compiere pirateria, rapire persone che sono in acque internazionali. L’unica loro colpa è che vogliono aiutare i più deboli. Spero che il nostro governo si impegni in maniera profonda a liberare i nostri concittadini». Lo ha detto, a margine di una iniziativa a Firenze, l’imam del capoluogo toscano, Izzeddin Elzir, a proposito dell’abbordaggio delle navi della Global Sumud Flotilla da parte dell’Idf, in acque internazionali, con gli attivisti portati in Israele.
«Il nostro governo purtroppo non vede la realtà. Anche se lo ringrazio perché ha ospitato più di 200 bambini per curarli, sono disposto a ringraziarlo mille volte di più se non manda le armi», ha aggiunto.
Il presidente sudcoreano: «Netanyahu criminale di guerra»
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha criticato il sequestro da parte di Israele delle navi di aiuti umanitari della Global Sumud Flotilla, dirette nella Striscia di Gaza con a bordo operatori umanitari, tra cui cittadini sudcoreani, accusando il Paese di violare le norme internazionali. Lo riporta Yonhap. Lee ha descritto l’ultimo sequestro come «disumano ed estremo», sostenendo che il luogo in cui la nave è stata intercettata non faceva parte delle acque territoriali di Israele.
«Siamo stati pazienti troppo a lungo» e loro «si sono spinti troppo oltre», ha detto Lee, mettendo in discussione la legalità del sequestro e invitando il governo ad affrontare la questione «rigorosamente secondo le regole». Lee ha poi chiesto se la Corte penale internazionale avesse emesso un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al che il consigliere per la sicurezza nazionale Wi Sung-lac ha risposto di sì. Lee ha quindi affermato che ciò rendeva Netanyahu «un criminale di guerra».
Il ministro degli Esteri israeliano a Ben Gvir: «Tu non sei il volto del Paese»
«Tu non sei il volto di Israele». Lo scrive il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar in un post su X, ritwittando il video diffuso da Ben Gvir. «Con questa vergognosa performance, hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta. Hai vanificato gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell’Idf ai dipendenti del ministero degli Esteri e molti altri ancora», ha aggiunto Sa’ar.
L’opposizione alla Camera: «Il Governo sanzioni Israele»
«Noi vorremmo vedere un Paese e un continente che alzano la testa, che sanzionano Israele e interrompono ogni accordo commerciale con il governo più criminale che oggi c’è al mondo». Lo ha detto il capogruppo del M5s Riccardo Ricciardi nell’Aula della Camera chiedendo un’informativa del governo sulla Flotilla.
«Chiediamo a Meloni perché non vuole sanzionare il governo criminale di Netanyahu», gli ha fatto eco Angelo Bonelli di Avs. Arturo Scotto del Pd, dopo aver denunciato il video di Ashdod, ha chiesto anche di «sospendere l’accordo Ue-Israele». Sul video è intervenuto anche Riccardo Magi di +Europa chiedendo «risposte» al governo.

