Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero condotto un’ampia operazione militare contro il Nicolás Maduro, annunciando su Truth Social che il leader venezuelano e sua moglie sarebbero stati catturati e portati fuori dal Venezuela. L’annuncio segue una notte di forti esplosioni e rumori di aerei a bassa quota nella capitale Caracas e in diverse località del Paese, eventi che hanno scatenato una crisi diplomatica e militare senza precedenti nella regione. 

Secondo il post condiviso dal presidente americano, l’operazione sarebbe stata condotta con successo «in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi», con l’obiettivo di colpire la leadership venezuelana e ristabilire la sicurezza. Trump ha annunciato che saranno forniti ulteriori dettagli nel corso di una conferenza stampa alla sua residenza di Mar-a-Lago prevista per la giornata odierna. 

Tuttavia, fino a questo momento non sono giunte conferme ufficiali da fonti indipendenti o dal governo venezuelano sull’avvenuta cattura di Maduro o sulla sua effettiva espulsione dal Paese. Il governo di Caracas, in precedenza, aveva denunciato un’aggressione militare statunitense e proclamato lo stato di emergenza nazionale dopo l’esplosione di bombe ed eventi di sorvoli aerei su aree civili e militari. Le autorità venezuelane hanno definito l’azione come un «attacco criminale» volto a controllare risorse strategiche del Paese. 

La notizia della presunta cattura ha generato reazioni immediate a livello internazionale e ha riacceso tensioni già presenti tra Washington e Caracas. Diverse agenzie di stampa internazionali, tra cui CBS News e Reuters, riportano il post di Trump sull’operazione, ma confermano che mancano finora prove indipendenti e dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità venezuelane su dove si trovino il presidente e la moglie. 

Le esplosioni avvenute nelle prime ore del mattino nella capitale e in stati vicini, come Miranda, Aragua e La Guaira, sono state accompagnate da colonne di fumo e blackout in alcune zone. Testimonianze civili parlano di almeno sette esplosioni registrate nella sola Caracas, con sorvoli di helicotteri e mezzi militari che hanno sorpreso residenti e residenti stranieri. 

In risposta alla situazione, il governo venezuelano ha invitato la popolazione e le forze armate a resistere all’azione militare straniera, definendo l’intervento una grave violazione della sovranità nazionale. Diverse nazioni latinoamericane e alleate del Venezuela hanno condannato l’azione statunitense e sollecitato un immediato confronto internazionale. 

L’attuale quadro rimane estremamente fluido: da una parte, le dichiarazioni del presidente Trump e le conferme di attacchi su larga scala alle infrastrutture venezuelane; dall’altra, l’assenza di verifiche indipendenti su aspetti chiave dell’operazione, come l’effettiva cattura e il luogo di detenzione di Maduro e di sua moglie. La comunità internazionale segue con attenzione l’evolversi degli eventi, mentre le autorità diplomatiche invitano alla calma e alla protezione di civili e residenti stranieri nelle zone colpite.