Sensibile diminuzione dei delitti in Italia nel periodo di lockdown, con la graduale limitazione della libertà di circolazione delle persone fisiche. È il report su “Andamento della delittuosità nel mese di marzo 2020” che evidenzia, a seguito dell’adozione di una serie di misure urgenti da parte del governo (decreto Legge 23 febbraio 2020 n. 6, decreto Legge 25 marzo 2020 n. 19 e i decreti attuativi del Presidente del Consiglio dei ministri), nel periodo di analisi compreso dal 1° al 31 marzo 2020 una netta diminuzione del trend sul territorio nazionale (-66,6%), registrando 203.723 delitti commessi nel 2019 e 68.069 nel 2020.

In particolare, l’analisi dei dati mostra una diminuzione più rilevante per alcuni reati quali lo sfruttamento della prostituzione (-72,9%), le violenze sessuali (-72,5%), i furti (-72,2%), di cui con destrezza (-81,2%) e in abitazione (-76,4%), le rapine in uffici postali (-77,3%) ed una diminuzione meno rilevante per altri reati quali le rapine in genere (-59,9%), i delitti informatici (-49,9%) e quelli inerenti agli stupefacenti (-46,1%).

furti alle farmacie hanno fatto registrare valori pressoché stabili (82 nel 2020 e 81 nel 2019). Nello stesso periodo in esame, confrontato con l’analogo periodo dell’anno precedente, si registra una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati per i maltrattamenti contro familiari o conviventi (-37,4%).

Le regioni in cui si sono commessi meno reati nel mese di marzo 2020

Le regioni che hanno riportato, nel periodo 1° marzo – 31 marzo 2020 rispetto all’analogo periodo del 2019, una maggiore diminuzione percentuale dei reati commessi sono il Trentino Alto Adige (-73,8%), la Lombardia (-72,8%), il Veneto (-70,8%), l’Emilia Romagna (-70%), la Toscana (-69,6%), le Marche (-68,6%) e il Lazio (-68,1%).

Tra le regioni con il maggiore decremento si registrano Lombardia e Veneto, nelle quali sono state dapprima adottate le misure limitative della libertà di circolazione delle persone fisiche in quanto, in tali territori, si sono manifestati i primi focolai epidemiologici. Online anche il report su “Andamento della delittuosità e azione di contrasto” relativo al primo trimeste 2020.

I reati commessi nelle regioni

Nello specifico, ecco le differenze tra prima e dopo il coronavirus:

  •  i furti da 95.706 episodi a 26.603 (-72,2%): Lombardia con 4.391 a fronte di 19.729 (-77,7%), Lazio con 3.529 rispetto a 12.904 (-72,7%), Campania con 3.316 a fronte di 9.228 (-64,1%), Sicilia con 2.252 rispetto a 6.850 (-67,1%), Puglia con 2.186 rispetto a 5.873 (-62,8%) ed Emilia Romagna con 2.156 rispetto a 8.964 (-75,9%);
  • i danneggiamenti da 25.371 casi a 7.193 (-71,6%): Lombardia con 1.436 episodi a fronte di 6.171 (-76,7%), Piemonte con 988 rispetto a 3.738 (-73,6%), Lazio con 663 a fronte di 2.325 (-71,5%), Emilia Romagna con 603 rispetto a 2.115 (-71,5%), Sicilia con 512 a fronte di 1.291 (-60,3%), Toscana con 508 a fronte di 1.937 (-73,8%) e Veneto con 497 a fronte di 1.625 (-69,4%);
  • le lesioni dolose da 5.283 casi a 1.649 (-68,8%): Lombardia con 227 a fronte di 903 (-74,9%), Campania con 211 rispetto ai 551 (-61,7%), Lazio con 176 a fronte di 525 (-66,5%) e Sicilia con 165 rispetto a 432 (-61,8%);
  • le truffe e frodi informatiche da 17.981 episodi a 6.785 (-62,3%): Campania con 959 a fronte di 1.766 (-45,7%), Lombardia con 941 rispetto a 3.308 (-71,6%), Sicilia con 650 a fronte di 1.235 (-47,4%), Piemonte con 626 rispetto a 1.520 (-58.8%), Veneto con 594 a fronte di 1.519 (-60,9%) e Lazio con 585 rispetto a 1.839 (-68,2%);
  • le rapine da 2.317 a 928 episodi (-59,9%): Campania con 168 a fronte di 447 (-62,4%), Lombardia con 158 rispetto a 467 (-66,2%), Lazio con 112 a fronte di 287 (-61%) e Sicilia con 97 rispetto a 209 (-53,6%);
  • i reati inerenti agli stupefacenti da 3.575 casi a 1.928 (-46,1%): Lombardia con 325 a fronte di 531 (-38,8%), Lazio con 244 rispetto a 544 (-55,1%), Piemonte con 169 a fronte di 283 (-40,3%), Sicilia con 153 rispetto a 296 (-48,3%), Emilia Romagna con 147 a fronte di 275 (-46,5%), Puglia con 144 rispetto a 196 (-26,5%) e Campania con 136 a fronte di 272 (-50%).

Il reato di usura, al contrario, fa registrare un leggero incremento in quanto si annoverano 11 episodi nel 2019 e 12 nel 2020 (+9,1%), dei quali 5 in Campania (a fronte di nessuno nel 2019), 3 nel Lazio (rispetto a 2), 1 in Lombardia e Sicilia (a fronte di 1) e 1 in Veneto e in Liguria (a fronte di nessuno).

I dati nazionali riferiti ai singoli delitti

In Italia, dal 1° gennaio al 31 marzo 2020 – anche in ragione dell’emergenzaepidemiologica in atto – il totale generale dei delitti ha mostrato un trend in flessione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. In particolare, nel periodo in esamesono stati perpetrati n. 410.726 delitti (-29,2% rispetto all’analogo periodo del 2019 nel quale erano stati 579.735).

Tra i delitti in flessione nei periodi a confronto si segnalano: le rapine in abitazione (-20,4%)le rapine in banca (-40,7%)le rapine in uffici postali (-59,4%);le rapine in pubblica via (-23%)le estorsioni (-42,4%)i furti con strappo (-34,7%)i furti con destrezza (-31,9%)i furti in abitazione (-32%)i furti di autovetture (- 29,1%)la ricettazione (-31,1%).

Tra i delitti in aumento nei periodi a confronto, si segnala l’usura (+9,6%). Nei primi 3 mesi del 2020, inoltre, sono stati commessi 54 omicidi volontari rispetto agli 84 dell’analogo periodo del 2019 (con un decremento del-35,7%). Gli omicidi ascrivibili a contesti di criminalità organizzata hanno fatto registrare un decremento, con casi al 31 marzo 2020, rispetto ai dello stesso periodo del 2019.