Il Tribunale di Lucca condanna la donna a restituire 60mila euro a uno degli eredi dell’87enne morto in Garfagnana
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Aveva regalato alla compagna sei assegni da 10mila euro, ma quella donazione non era stata formalizzata secondo le modalità previste dalla legge. Per questo motivo il Tribunale di Lucca ha stabilito che la donna dovrà restituire 60mila euro a uno degli eredi dell’uomo, un anziano di 87 anni morto in Garfagnana.
La vicenda è emersa dopo il ricorso presentato da uno dei figli dell’uomo. I familiari erano a conoscenza della relazione del padre, che da tempo viveva separato di fatto dalla moglie, ma alla sua morte hanno scoperto che gran parte del patrimonio – tra denaro e immobili – era ormai scomparso.
Da qui la decisione di chiedere chiarimenti sulla gestione delle risorse economiche e sul rapporto con la compagna dell’anziano, sospettando che una parte consistente del patrimonio fosse stata destinata proprio a lei.
Il caso è finito davanti al giudice del Tribunale di Lucca Antonio Mondini, che ha accolto in parte il ricorso dell’erede assistito dagli avvocati Alessandro Fagni e Lorenzo Baronti.
Il magistrato ha stabilito che i sei assegni da 10mila euro ciascuno, datati 22 aprile 2007, non costituiscono una donazione valida. Secondo la normativa, infatti, una donazione di questo tipo deve essere formalizzata con atto pubblico davanti a un notaio e alla presenza di due testimoni, come previsto dall’articolo 782 del codice civile.
In assenza di queste formalità, la donazione è stata dichiarata nulla e la donna è stata condannata a restituire la somma di 60mila euro, oltre a pagare 14mila euro di spese legali.
Diverso invece l’esito per un’altra parte della vicenda economica. Gli eredi sostenevano che nel corso degli anni l’anziano avesse trasferito alla compagna circa 120mila euro, ma il tribunale ha stabilito che non è possibile recuperare quelle somme perché precedenti al 2007 e prive di riscontri contabili.
La donna, durante il procedimento, ha ammesso di aver ricevuto il denaro relativo agli assegni tracciati. «Mi ha regalato delle somme – ha dichiarato davanti al giudice –. È vero, ho riscosso gli assegni. Non ho versato gli importi sul mio conto ma ho speso le somme riscosse».
Nel corso della causa è nel frattempo morta anche la moglie dell’87enne, dalla quale l’uomo non aveva mai divorziato nonostante la separazione di fatto. Una vicenda che ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle donazioni informali e dei limiti giuridici che la legge italiana pone per tutelare gli eredi.

