Un episodio che ha suscitato forte indignazione tra residenti e istituzioni si è verificato martedì pomeriggio lungo la statale 51 Alemagna, nel Bellunese. Un bambino di 11 anni di Vodo di Cadore, dopo l’uscita dalla scuola media, è stato fatto scendere da un autobus di linea perché privo del biglietto giusto per la tratta che collega San Vito di Cadore a Vodo di Cadore e ha dovuto tornare a casa a piedi per circa sei chilometri sotto la neve e con temperature sotto lo zero.

Secondo la ricostruzione, il giovane passeggero era salito sul mezzo della linea 30 Calalzo-Cortina intorno alle 16.40 insieme a due compagni, mostrando un biglietto da 2,50 euro contenuto in un carnet acquistato dalla madre. Tuttavia, da pochi giorni sulla linea era stata introdotta una nuova tariffa fissa da 10 euro per tutto il percorso, acquistabile solo tramite app o pagamento elettronico, modalità a cui il bambino non poteva accedere. Per questo motivo l’autista gli avrebbe negato la corsa, invitandolo a scendere.

Rimasto solo sulla strada, il ragazzo ha iniziato il cammino verso casa lungo un tratto considerato pericoloso, senza cellulare e con due zaini sulle spalle, facendo ritorno dopo oltre un’ora di cammino al freddo intenso. Giunto a casa, è stato trovato in forte affaticamento e con conseguenze fisiche dovute alla prolungata esposizione al gelo.

La famiglia, attraverso la nonna, un’avvocata di Padova, ha presentato una querela per abbandono di minore e ha inviato una segnalazione formale all’azienda di trasporto Dolomiti Bus. Nel frattempo l’azienda stessa ha annunciato l’avvio di una verifica interna per chiarire la dinamica dei fatti e valutare eventuali responsabilità.

Il caso ha attirato anche l’attenzione delle istituzioni politiche. Alcuni parlamentari hanno presentato interrogazioni, definendo l’episodio «gravissimo e inaccettabile» e chiedendo che simili situazioni non si ripetano, soprattutto in relazione all’adeguamento delle tariffe in vista dei grandi eventi sportivi in programma nel 2026.

Le autorità locali e nazionali seguono ora l’evolversi della vicenda, con la magistratura chiamata a verificare se siano stati violati obblighi di protezione nei confronti di un minore. La vicenda solleva interrogativi su regole tariffarie, modalità di controllo e sicurezza del trasporto pubblico locale, soprattutto quando a essere coinvolti sono utenti minorenni.