A tavola, dice il detto, non si invecchia. Ma spesso si litiga anche nelle migliori famiglie.

A Roberto Occhiuto non sono andate giù le critiche sul bando per mensa, buvette e bar del consiglio regionale. Giustamente rivendica il fatto che l’appalto non è stato emanato dalla giunta bensì dall’ufficio di Presidenza del consiglio. D’altronde – assicura – lui mangia solo riso in bianco e al massimo una cotoletta di pollo.

Il menu del Consiglio regionale, per Occhiuto tutto normale

Così ha coinvolto un imbarazzato Salvatore Cirillo, presidente appunto del consiglio, in un suo reel per smentire le solite fake news. Cosa avete fatto, gli chiede Occhiuto. «Un semplicissimo bando per far mangiare i dipendenti regionali all’interno del palazzo del consiglio», replica testualmente Cirillo. E quanto costa un piatto di pasta? «12 euro!», risponde pronto Cirillo. Occhiuto conclude che non c’è nessuno scandalo e nessuno spreco. Unico errore, come abbiamo fatto rilevare, è che forse doveva esserci un occhio di riguardo per i prodotti agroalimentari calabresi. «Provvederemo», assicura Cirillo chissà come e quando.

Però qui è bene fare un paio di precisazioni. La prima è che i dodici euro di cui parla Cirillo sono i prezzi proposti dall’ente appaltante ovvero dal consiglio regionale. Sono quindi suscettibili di una variazione al ribasso visto che l’offerta economica viene valutata con una premialità di massimo 30 punti. La seconda precisazione è che il capitolato di appalto prevede prezzi diversi per la mensa, il bar e la buvette.

Tutti i prezzi del menu tra bar, mensa e buvette

Mangiare alla mensa costerà massimo 9 euro, con un primo 3,80 e un secondo a 5,00. Se poi si ha voglia di una bella margherita il costo è di soli 5,50 euro. Una pizza farcita invece arriva a 7. Una fettina di vitello (170 grammi) costa solo 5 euro, il petto di pollo di cui è ghiotto il Presidente Occhiuto invece 3,80. E se vi vien voglia di fragole? Potete averle ad un euro. Così come un vasetto di yogurt. Una bella macedonia costa due euro. Un pezzetto di dolce, in caso di calo di zuccheri, altri due euro. Prezzi modici già in partenza a base d’asta soprattutto se consideriamo quanto pagano i genitori per le mense scolastiche dei figli dove fra l’altro il gioco dell'Isee rischia di portare il ticket a importi sostanziosi. Il consiglio regionale invece è democratico: pagano tutti lo stesso importo sia gli assessori con stipendi sopra i diecimila euro sia l’ultimo impiegato.

La colazione al bar invece è proprio a buon mercato: caffé 90 centesimi, cornetto pure, un cappuccino 1,30, un Té anche 1,30 mentre una cioccolata calda due euro. Ma andare al bar è consigliabile soprattutto se avete qualcosa da festeggiare: un calice di prosecco costa 3,20 euro, così come gli aperitivi nazionali. Se ci aggiungete qualche stuzzichino vi toccherà sborsare 5,10 euro.

Diversa la situazione alla buvette dove si ordina alla carta e il cibo viene spadellato al momento. Il capitolato d’appalto prevede proprio i prezzi che abbiamo citato nel nostro primo articolo e che vengono riferiti nel video di Occhiuto da Cirillo. Un primo costa 12 euro ed è un prezzo standard. Sia per gustare spaghetti alla matriciana, sia un risotto ai frutti di mare. E’ evidente che nel capitolato si è cercato un bilanciamento con alcune voce obiettivamente basse, altre più sostenute. I primi, ad esempio, costano tutti dodici euro senza fra alcuna differenza fra lo spaghetto pomodoro e basilico e il risotto ai frutti di mare.

Un invito a pranzo in Consiglio regionale? Conviene

Per alcuni piatti però i prezzi molto competitivi. In una trattoria in media un risotto ai frutti di mare varia dai 13 ai 20 euro. Così come una carbonara o una matriciana è difficile pagarla meno di 13 euro. Stessa cifra per avere un risotto ai funghi, prezzato anche in questo caso a 12 euro. Poi ci sono i secondi. Un brasato di vitello costa 15 euro, difficile pagarlo meno di venti in una trattoria. Non parliamo poi delle crudités di pesce che si possono gustare a 15 ma solo alla buvette di Palazzo Campanella. In un ristorante si può arrivare anche ai 30 euro.

Altro aspetto particolare del capitolato d’appalto, però, è la dicitura che appare di lato ai prezzi. Evidenziato in giallo c’è scritto infatti che il menù completo non potrà superare i 45 euro. Il menù è composto da un antipasto, un primo, un secondo, frutta o dolce, panino e acqua da 750 ml. Insomma prendere il menù intero è più conveniente che ordinare à la carte.

Si tratta come detto di prezzi provvisori perché i termini per presentare le offerte scadono il 29 aprile. Vedremo quali saranno i prezzi definitivi al momento dell'aggiudicazione. Nel frattempo se andate a Reggio Calabria e avete un parente o un conoscente che lavora al consiglio, fatevi invitare a pranzo.