C’è una distanza geografica netta tra Praia a Mare e Trento, ma sul palco del Festival della Canzone Europea dei Bambini quella distanza si è ridotta fino a scomparire. A rappresentare la Calabria è stata la classe IV del plesso Manzoni, salita sul palco con “Il bello del bello più bello che c’è”, brano musicato da Paolo Baldan Bembo.

Il riconoscimento è arrivato proprio nella città trentina, all’interno di una manifestazione che da anni mette in dialogo esperienze musicali e didattiche provenienti da tutta Europa. In questo contesto, il contributo della scuola primaria di Praia a Mare ha assunto una forma precisa: non solo partecipazione, ma costruzione di una presenza scenica definita.

L’esecuzione vocale è stata affidata al Coro Piccole Colonne, realtà consolidata nel panorama della coralità infantile, mentre i bambini calabresi hanno lavorato sulla dimensione corporea del brano, realizzando la coreografia. Un intervento che ha spostato il baricentro dalla sola performance musicale a una forma più articolata, dove gesto e ritmo dialogano con la partitura.

Il titolo del brano - “Il bello del bello più bello che c’è” - gioca su una ripetizione quasi circolare, che nella messa in scena trova un corrispettivo nel movimento: sequenze semplici, leggibili, costruite per essere condivise e replicate. Non un esercizio tecnico fine a sé stesso, ma un lavoro che tiene insieme coordinazione, ascolto e relazione.

Accanto ai bambini, la presenza di Baldan Bembo non è stata solo simbolica. Il compositore, autore di un repertorio che attraversa generazioni e linguaggi diversi, ha dato una cornice riconoscibile all’esperienza, collocandola dentro una tradizione musicale precisa, ma accessibile.