di Maria Pia Funaro (Capolista PD) – Era il Capodanno 2000, il primo capodanno in piazza a Cosenza, un capodanno che sposava festa e cultura perché c’era Franco Battiato a cantare.

Il covid ci ha tolto le feste, ma la cultura a Cosenza era già morta da tempo.

I contributi alla Biblioteca civica sempre più ridotti fino a ridurre natura e significato di un edificio storico. Le stagioni teatrali del Rendano nemmeno un pallido ricordo di ciò che erano una decina di anni fa. I cinema-teatro Tieri e Morelli sempre più inutilizzati fino ad arrivare alla dismissione di quest’ultimo (logica conseguenza di una situazione economica disastrosa: perché spendere per qualcosa che non si utilizza?). Il Castello Svevo dato in concessione al prezzo di un magazzino di periferia.

Il fermento della Casa delle Culture che ha smesso di raccogliere voci e dibattiti. L’Acquario che arranca con risorse che non consentono di risorgere.

 E la Casa della Musica? Quella che avrebbe dovuto riqualificare un intero quartiere aprendosi anche a sale di registrazione e fare da anello per una filiera culturale…nulla. Il Planetario si era accomodato in uno snodo di nuovo indotto per quella parte difficile di città. Resta la struttura, bella e inutilizzata, sparito velocemente anche il contorno.