L’esponente del Pd Calabria e già parlamentare socialista propone una rete di presìdi civici diffusi nei quartieri di Cosenza per rafforzare servizi, ascolto e partecipazione
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Riportare il Comune dentro i quartieri, accorciare la distanza tra cittadini e istituzioni e trasformare gli immobili pubblici abbandonati in luoghi di servizio, ascolto e partecipazione. È questa la proposta lanciata da Giacomo Mancini jr, esponente del Pd Calabria ed ex parlamentare socialista, che torna a intervenire sul futuro amministrativo di Cosenza immaginando una rete di “Portinerie di Quartiere” diffuse in tutta la città.
«Oggi a Cosenza il cittadino troppo spesso si sente solo. Lontano dai servizi, lontano dalle istituzioni, senza un punto di riferimento nel proprio quartiere», afferma Mancini presentando il progetto.
L’idea, nelle intenzioni dell’ex deputato socialista, è quella di costruire piccoli presìdi civici di prossimità capaci di intercettare bisogni quotidiani, difficoltà burocratiche e fragilità sociali, soprattutto nelle aree più periferiche o marginali della città.
«L’idea è semplice ma radicale - spiega -: riportare il Comune vicino alle persone. Non soltanto attraverso gli uffici del Palazzo, ma con una presenza quotidiana e concreta nei quartieri».
Secondo la proposta illustrata da Mancini, le future Portinerie di Quartiere potrebbero nascere recuperando strutture comunali oggi inutilizzate o in stato di abbandono, trasformandole in spazi aperti alla cittadinanza e ai servizi territoriali.
Non semplici sportelli amministrativi, ma luoghi multifunzionali pensati per offrire supporto pratico e sociale: assistenza per pratiche e servizi, orientamento al lavoro e alla formazione, supporto digitale, ascolto e accompagnamento per le persone più fragili.
«Non immaginiamo semplici sportelli burocratici - sottolinea Mancini - ma luoghi vivi, facilmente accessibili, dove il cittadino possa trovare aiuto, orientamento e soprattutto vicinanza».
Nel progetto c’è anche una forte componente legata alla partecipazione civica e alla rigenerazione urbana. Le Portinerie dovrebbero infatti diventare punti di incontro per associazioni, giovani, reti sociali e realtà territoriali, contribuendo a ricostruire relazioni e senso di comunità in una città che negli ultimi anni ha spesso mostrato segni di frammentazione sociale.
«Il degrado non nasce soltanto dall’abbandono degli edifici - osserva ancora Mancini -. Nasce quando le istituzioni scompaiono dalla vita quotidiana delle persone».
Per questo, l’obiettivo dichiarato è quello di restituire funzione e presenza a spazi pubblici oggi vuoti, trasformandoli in luoghi frequentati e utili alla comunità.
Una proposta che si inserisce nel dibattito politico in vista delle prossime sfide amministrative cittadine e che prova a mettere al centro un tema sempre più rilevante nelle città contemporanee: la prossimità delle istituzioni e la ricostruzione dei legami sociali nei quartieri.
«Una città si ricostruisce tornando vicina alle persone - conclude Mancini -. Quartiere per quartiere, rione per rione».

