Il segretario regionale Magarò lancia la sfida: «Non più procrastinabile aprire un dialogo credibile con le forze produttive e col centro moderato»
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«I risultati delle recenti Amministrative impongono una riflessione di fondo: il centrosinistra esibisce una inquietante propensione alla sconfitta e risulta, quindi, assai frammentato e privo di una visione solida e attrattiva. In questo scenario, delineato da numeri in calo, l’azione de I Riformisti non può limitarsi alla semplice critica esterna, ma deve essere un atto di responsabilità». Lo afferma il segretario regionale Salvatore Magarò a margine dell’ultima assemblea in cui è stato approvato il nuovo logo che proponiamo nella foto di apertura articolo.
«I Riformisti - dice - devono arricchire il dibattito con la loro metodologia, che si basa su analisi attente e sull’individuazione di risposte concrete e convincenti ai problemi della Calabria e del Paese. Questo dibattito non può prescindere da una considerazione: il centrosinistra, per definirsi davvero tale, deve concentrarsi sulla realizzazione piena della parte sociale della nostra Costituzione, che non è mai stata attuata seriamente e ora rischia di essere smantellata».
«Quest’azione di stimolo - evidenziano - deve riguardare innanzitutto il Pd, che nella sua storia recente è stato paralizzato da divisioni tra correnti e veti incrociati, causa a loro volta di un distacco crescente dalle periferie e dal mondo del lavoro. Ed ecco il paradosso: la principale forza progressista si è avvitata su polemiche e discussioni interne e appare incapace di esercitare quella leadership che pure l’elettorato le aveva consegnato più volte. I Riformisti devono scuotere il centrosinistra dalle sue inerzie e ricostruire un campo progressista che restituisca alla società civile un protagonismo forte».
«Questo campo progressista - fa presente - dovrà conciliare una visione europea con i problemi del presente, una lettura pragmatica dei fenomeni sociali con la cultura dei diritti. Solo così si potranno fornire risposte convincenti alle istanze dei nostri territori, della nostra regione e del nostro Paese. Per ottenere tutto questo, occorre superare le vecchie logiche identitarie e aprire un dialogo credibile con le forze produttive e col centro moderato. Sono obiettivi minimi, che, tuttavia, ci consentiranno di tornare protagonisti. Dunque, per tornare a vincere non si può prescindere di una solida componente Riformista. Costruiamola insieme».

