Il consigliere provinciale del partito democratico Giuseppe Ciacco interviene sulla cancellazione del decreto relativo al progetto di un liceo sportivo da realizzare a Lorica, da parte del presidente ff della provincia di Cosenza. Dopo il botta e risposta tra il sindaco di Cosenza e candidato alla presidenza dell’Ente intermedio Franz Caruso e l’ex presidente dello stesso Rosaria Succuro, si registra appunto l’intervento del consigliere Ciacco: «In riferimento alla vicenda del progetto del Liceo sportivo di Lorica, preso atto delle dichiarazioni rilasciate dalla Consigliera regionale Rosaria Succurro, già Presidente dell’Amministrazione provinciale di Cosenza, è giusto ristabilire la verità storica dei fatti. Io, in Consiglio provinciale, delibera alla mano, non ho votato a favore dell’autorizzazione all’acquisto dell’immobile da destinare al Liceo sportivo di Lorica. Sulla specifico punto all’ordine del giorno io ho espresso un voto di astensione, che ho opportunamente motivato. Chiarendo che, quel voto, interpretava un senso di responsabilità istituzionale, dettato da un duplice ordine di ragioni.

La prima coincidente con l’opportunità di non frappormi con pregiudiziale contrarietà a un potenziale ampliamento dell’offerta formativa dentro un’area, nella quale l’impoverimento educativo è un’autentica emergenza sociale. La seconda coincidente con la necessità di studiare, attentamente, la pratica, nella quale, a mio avviso, a prima vista, si intravedevano profili di criticità, con specifico riferimento, soprattutto, alla ventilata superfetazione del prezzo di acquisto, che, come tali, reclamavano un accurato approfondimento.

Dunque, nessun voto all’unanimità e nessun esponente della maggioranza che, in Consiglio comunale, a Cosenza, sostiene il Sindaco Franz Caruso ha votato a favore. Io penso che, anche nel cuore delle più aspre campagne elettorali, sia doveroso bonificare il terreno da letture dei fatti non corrispondenti alla realtà; letture, che possono ingenerare nell’opinione pubblica e nell’elettorato distorsivi e perniciosi fraintendimenti: ecco perché ho inteso rassegnare, immediatamente, questa lapidaria chiarificazione. Ho assolto il mio ruolo di Consigliere provinciale con onore e con dignità. E mi riconsegno al giudizio dei colleghi Amministratori con l’orgoglio di aver mantenuto sempre bianca la penna del mio cappello».