Fra la crisi economica e l’implosione degli alleati Lega e Forza Italia, la premier vuole una vittoria netta in Calabria per fermare le ambizioni del generale Vannacci. Occhiuto pronto ad impegnarsi al massimo e staccare un ticket per un ruolo nazionale
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La coperta, economica, è decisamente corta. Quella delle famiglie divorata dall’inflazione, quella pubblica rosicchiata dalla crisi energetica e dal debito pubblico che continua a crescere. Il Governo prova a tamponare come può, ma tutto sembra sfuggirgli di mano anche per l’assenza di una classe dirigente all’altezza della difficile situazione. Giorgia Meloni, ad esempio, prova a tenere vicini al Governo gli imprenditori del Nord che si sentono traditi dalla Lega e promette l’estensione della Zes a tutto il Paese. Il problema non sono solo le resistenze della Unione Europea ma anche quella dei suoi stessi Ministri a partire dal Sottosegretario al Sud, Luigi Sbarra che parla di svuotare poi gli effetti per il Mezzogiorno d’Italia.
Sul caro carburanti il costante taglio delle accise sta producendo il minimo vantaggio per i cittadini, ma la spesa di ingenti somme per le casse pubbliche. Infine c’è la vera novità politica ovvero la sfida da destra lanciata dal generale Vannacci mentre gli alleati Lega e Forza Italia sembrano in una fase se non di declino quantomeno di stallo.
Si spiegano così gli ultimi sondaggi sullo stato di salute del centrodestra. Il sondaggio di Winpol dello scorso 28 agosto dà numeri preoccupanti per la Meloni. Futuro Nazionale è al 7,5% e supera FI ferma al 7,3 con la Lega che crolla al 5,5. Fratelli d’Italia si conferma primo partito ma è fermo al 25,7. In totale il centrodestra si ferma al 38,5% contro un centrosinistra che passa in testa con il 44,9. Il Pd si attesta al 22%, il M5s all’11,1 e Avs al 7,7 sorpassando addirittura Forza Italia.
Se i numeri sono questi la Meloni rischia di dire addio ai suoi sogni di gloria ovvero di ottenere il premio di maggioranza per poter poi eleggere tranquillamente il nuovo Capo dello Stato. Qui la partita inizia a diventare diversa visto che dal rischio pareggio si sta avvicinando il rischio sconfitta.
Molto dipenderà da Vannacci. In questo senso il test delle suppletive di Reggio Calabria diventerà centrale per testare fuori dai sondaggi la forza reale dei futuristi. Vannacci ha lanciato la sua sfida nel cuore di Forza Italia ovvero la Calabria che insieme alla Sicilia è la Regione dove gli Azzurri contano più voti. Merito di Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro che guidano incontrastati il partito ma che adesso sono chiamati alla sfida più difficile.
«I parenti e gli amici di Occhiuto e Cannizzaro saranno tutti bravi, ma da questa logica intendiamo discostarci completamente. La politica non può essere per noi un affare di famiglia di una casta, ma dev’essere aperta». L’ha toccata piano Vannacci intervenendo da remoto alla presentazione della candidatura alle elezioni suppletive di Mimmo Giannetta. Dichiarazioni significative dell’aria che tira in Riva allo Stretto. Qui Cannizzaro, ma soprattutto Occhiuto sono chiamati a spendersi al massimo per ottenere il risultato. Soprattutto il presidente della giunta regionale che è vicesegretario nazionale di Forza Italia e che molti danno come possibile futuro leader del suo partito. Annullare Vannacci sarebbe per lui un ottimo biglietto da visita per giocarsi poi il ruolo nazionale al quale aspira.



