Una lettera aperta indirizzata alla Commissione Affari Istituzionali e Riforme del Consiglio regionale della Calabria riaccende il dibattito sulla riorganizzazione del sistema delle autonomie locali. A firmarla è Piero Minutolo, presidente dell’associazione “Io partecipiamo” ed ex sindaco di Cosenza, che rilancia la necessità di una riforma organica della legislazione sulle fusioni comunali.

«Le Regioni sono diventate ben diverse dall’idea originaria di una Regione leggera» afferma Minutolo, sostenendo che il modello attuale – «pesante, centralistico e burocratizzato» – abbia generato sfiducia e un crescente distacco tra cittadini e istituzioni. Una dinamica che, secondo l’autore della lettera, ha contribuito alla formazione del «partito del non voto», oggi maggioritario in Calabria come in molte altre regioni.

Minutolo richiama la sproporzione tra la popolazione calabrese e la frammentazione amministrativa del territorio: «Meno di due milioni di abitanti e 404 Comuni, di cui l’80% sotto i 5.000 residenti: è un sistema che non regge più». Oltre al sovraccarico burocratico, viene evidenziata la fragilità finanziaria di numerose amministrazioni, alcune in deficit o in condizioni di predissesto.

Il riferimento è anche all’esperienza maturata insieme al movimento civico “Savuto unito”, che da anni sostiene l’esigenza di una revisione strutturale del sistema territoriale calabrese. Secondo Minutolo, la soluzione passa da una riforma «profonda e coraggiosa» delle norme regionali sulle fusioni tra Comuni, con l’obiettivo di ridurne il numero e rafforzarne capacità amministrativa, peso politico ed efficienza dei servizi.

Nella lettera si insiste sulla necessità di costruire «un sistema di autonomie locali dotato di personale, risorse e strumenti adeguati», condizione indispensabile per una programmazione regionale efficace e per una gestione degli investimenti più aderente ai bisogni dei territori. Il richiamo è rivolto direttamente alla Commissione, invitata a elaborare una proposta di legge che favorisca la partecipazione dal basso e incentivi i processi di fusione.

Sul tema Minutolo formula alcune proposte concrete: «Occorre riconoscere ai cittadini il diritto di avviare il procedimento di fusione tramite una raccolta firme pari al 15% degli elettori, in caso di inerzia dei consigli comunali». Inoltre, suggerisce di destinare ai nuovi enti contributi aggiuntivi quinquennali, oltre ai fondi statali, e una riduzione del 30% sull’addizionale regionale per i residenti nei Comuni fusi durante i primi cinque anni.

L’appello finale è rivolto alla necessità di un’azione riformista capace di liberare la Regione dal peso dell’ordinario e restituirle un ruolo più incisivo nella governance strategica: «Solo una Regione meno gravata dalla gestione quotidiana potrà affrontare con efficacia le grandi emergenze che viviamo: dai danni del maltempo alla disoccupazione giovanile, dal lavoro precario alla fuga dei giovani, fino alla crisi del sistema sanitario».

Minutolo conclude invitando la Commissione a valutare le proposte frutto dei confronti con «cittadini, rappresentanti istituzionali e associazioni». Una sollecitazione che rimette al centro il tema della riforma amministrativa come leva per modernizzare la Calabria e rafforzare il rapporto tra comunità e istituzioni.