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Riceviamo e pubblichiamo da Francesca Cassano, Capogruppo di “Uniti per la Città” del Consiglio Comunale di Cosenza.
Solo fino a due giorni fa la nostra Governatrice voleva tenere la Calabria sigillata fino alla fine di maggio specificando che “i numeri attuali di alcune regioni purtroppo non ci consentono di invertire la rotta”. Ieri sera invece, all’improvviso, ha emanato un’ordinanza non in linea con le misure governative che entreranno in vigore il 4 maggio anticipando ad oggi la riapertura di bar, ristoranti, pizzerie, etc.
Cosa è cambiato rispetto a due giorni fa? Il nostro sistema sanitario magicamente riesce a dare risposte adeguate all’emergenza Covid-19? Perché questo improvviso cambio di strategia?
Ma in questo atteggiamento insensato non è sola, a fargli compagnia c’è anche il sindaco della città di Cosenza che non ha perso tempo a darle manforte. E così mentre noi consiglieri svolgevamo Commissioni urgenti sul Welfare e attività produttive per cercare di analizzare i problemi relativi alle attività commerciali, tra cui ristoranti, bar, ristoranti e pizzerie, in una notte i problemi sono stati improvvisamente risolti senza preoccuparsi della sanificazione dei locali, della sicurezza e della salute degli esercenti e di tutti i cittadini.
È un atto irresponsabile, molti sindaci, anche dello stesso schieramento politico, hanno confermato l’intenzione di far rispettare tutte le disposizioni già in vigore dal governo. Il sindaco Occhiuto, dopo aver osannato la Santelli dichiarando che “ha fatto bene a riaprire subito bar e ristoranti all’aperto”, fa un timido passo indietro esternando qualche perplessità sulle modalità del provvedimento. Non basta una nota pubblica affermando che “daremo ai commercianti e agli esercenti, in proporzione alle superfici esistenti, la possibilità di utilizzare gratuitamente ulteriore spazio pubblico per i prossimi mesi, ma dobbiamo essere estremamente prudenti, evitando che si creino assembramenti”. Nel frattempo, i bar hanno riaperto, in città c’è il caos più totale e nessuno sa quali regole bisogna seguire.
Chiediamo con forza che venga revocata l’ordinanza e che per l’apertura delle attività commerciali, ma più in generale per il ritorno alla normalità, che anche noi auspichiamo avvenga al più presto, si proceda con cautela confrontandosi con gli operatori dei vari settori e con gli amministratori senza procedere con scelte avventate dal sapore tattico politico o peggio ancora propagandistico

