A Paola il tema delle entrate tributarie esplode con un’accusa precisa: pignoramenti sui conti correnti avviati in modo «aggressivo» e, in molti casi, senza che i cittadini sostengano di essere stati informati in tempo utile per difendersi. La denuncia arriva dal gruppo consiliare Riparte il Futuro, che in una nota collega quanto sta accadendo a «un decennio di politiche di bilancio inefficaci» e a un sistema di riscossione lasciato degradare fino a trasformare l’arretrato in un colpo diretto «sui conti correnti dei cittadini».

«Dieci anni di scelte sbagliate»: l’attacco alla gestione

Nel documento si parla di «bilanci gestiti senza visione e senza rigore» e di un rapporto con i contribuenti segnato da «indifferenza» più che da trasparenza. La conseguenza, per Riparte il Futuro, sarebbe l’adozione di «procedure esecutive aggressive, automatiche e spesso frettolose», che colpiscono il patrimonio personale dei paolani senza una reale possibilità di regolarizzazione o contestazione preventiva.

Il gruppo sottolinea un punto “scomodo”: non attribuisce la responsabilità a un’unica amministrazione o a un solo partito. «È il risultato di dieci anni in cui il Comune di Paola è stato gestito male», scrive, ricordando che in quel periodo hanno governato forze e persone diverse, compresi alcuni oggi all’opposizione.

I pignoramenti e il ruolo di SO.GE.R.T.

A eseguire materialmente le azioni di recupero, secondo la nota, è SO.GE.R.T. S.p.A., società incaricata dal Comune di recuperare le tasse non pagate. Il gruppo riferisce di «una serie di pignoramenti sui conti correnti di diversi contribuenti paolani», inclusi casi legati a debiti per l’acqua.

La procedura viene descritta così: la società avvisa la banca e, trascorsi sessanta giorni, l’istituto trattiene le somme. Il nodo, però, è nelle notifiche: «Il cittadino dovrebbe essere informato, ma in molti dicono di non aver ricevuto nulla — e di aver scoperto tutto solo a fatto compiuto».

«Se vero, violazione del diritto di difesa»

Secondo Riparte il Futuro, se queste segnalazioni fossero confermate non sarebbe un semplice disguido: chi non viene avvisato non può contestare il debito, non può chiedere la rateizzazione, non può difendersi. Da qui il richiamo all’articolo 24 della Costituzione e a un precedente giudiziario citato nella nota: il Tribunale di Catania, nell’ottobre 2024, avrebbe stabilito che un pignoramento notificato solo alla banca e non al diretto interessato non può proseguire e va considerato invalido.

Le richieste: verifiche, sportello e revisione del rapporto

Il gruppo consiliare chiede una serie di interventi che definisce «concreti e urgenti». Prima di tutto, il Comune dovrebbe controllare tutte le procedure in corso, verificando che le notifiche siano state eseguite regolarmente e che i debiti richiesti siano effettivamente dovuti. Poi, viene proposta l’apertura di uno sportello dedicato per assistere i cittadini coinvolti, aiutandoli a capire cosa sta accadendo e come tutelarsi.

Sul piano del metodo, Riparte il Futuro chiede di rivedere il rapporto con SO.GE.R.T.: recuperare i crediti «è giusto», ma bisogna partire «dal dialogo e dalla possibilità di pagare a rate». Il pignoramento forzato, nella loro linea, deve restare «davvero l’ultima strada, non la prima».

«Rimettere in ordine i conti»: la richiesta politica

La chiusura del documento sposta lo sguardo sulla radice del problema: senza un riordino complessivo dei conti comunali, sostiene il gruppo, le misure tampone non basteranno. «I conti del Comune di Paola vanno rimessi in ordine, con serietà e trasparenza», evitando di far pagare «il prezzo di anni di cattiva gestione ai cittadini comuni». Il messaggio finale è una frase secca: «I diritti dei cittadini non si tutelano con le parole».