Duro documento dopo l’esito delle Provincali, per le quali si definisce «autoreferenziale» la candidatura del sindaco del capoluogo. Sulla Federazione: «Ora le dimissioni del segretario»
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«I dati registrati nella elezione del Consiglio e del presidente della Provincia di Cosenza sono una ulteriore dimostrazione della incapacità del PD di mettere in campo un progetto vincente. Il maggior limite è quello della autoreferenzialità: è da piú tempo che si vanno compiendo scelte finalizzate non a contendersi l’obiettivo di governare le istituzioni ma a detenere posizionamenti di potere all’interno del partito. Non si spiega altrimenti il perché si è voluto a tutti costi perseguire pratiche divisive per la scelta del candidato presidente e per la formazione delle liste al Consiglio provinciale». Lo scrivono in una nota i componenti del coordinamento che ha raccolto le firme per la sfiducia a Matteo Lettieri.
«La decisione di candidare Franz Caruso è stata assunta in maniera impropria: è stata una decisione presa al di fuori di tutti gli organismi di direzione politica del partito, con l’improvvido avallo del segretario regionale del PD calabrese. Tutto – si legge - è stato deciso nonostante si registrasse una manifesta divisione nella coalizione del centrosinistra e senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze del territorio. La stessa proposta di candidatura di Franz Caruso è stata utilizzata strumentalmente per favorire interessi di parte nella lotta politica interna del partito.
Di ciò, conseguenzialmente, ne è stato prova anche il modo come è avvenuta la formazione delle liste. Due liste, di cui una addirittura incompleta, composte prevalentemente da candidati scelti nei consigli comunali delle tre grandi città (Cosenza, Corigliano Rossano e Rende), in palese contrasto con la pluralità delle rappresentanze dei Comuni di piccole e medie dimensioni».
«A questo proposito – si evidenzia - va dato atto e riconosciuto merito all’impegno profuso dalle maggioranze amministrative dei Comuni guidati da Sandro Principe e Flavio Stasi per come hanno contribuito al successo che Franz Caruso ha registrato nella fascia elettorale preposta al piú alto valore del voto ponderato. È stato questo l’unico dato di successo a fronte di una sconfitta costante nelle altre fasce elettorali. Il dato registrato nelle fasce elettorali dei piccoli e medi Comuni è quello piú grave. Esso è la risultante dell’assenza di un lavoro costante capillare di ascolto nei territori. Molti amministratori locali hanno dovuto sostenere scelte che li ha visti esclusi».
«Ancora piú grave – continuano - è stato poi il modo come si è voluto interpretare l’obbligo della espressione della parità di genere nelle liste. Non è casuale, infatti, che ben tre dei quattro consiglieri eletti di centrosinistra siano espressioni dei tre grandi Comuni e che nessuna donna sia stata eletta e che, addirittura, molte delle consigliere comunali candidate abbiano riportato zero voti. In sostanza è stata precostituita, per responsabilità del PD, ogni condizione per una sconfitta che poteva essere certamente evitata se si fosse seguita la linea dell’ unità e della responsabilità sia all’interno del PD che della coalizione. Ciò che diviene, a questo punto, insopportabile sarebbe il dover costringere il centrosinistra calabrese a subire e sopportare di continuare sulla scia delle sconfitte annunciate. È inevitabilmente richiesta un’azione interruttiva di questa condizione».
«Il PD non può essere ridotto alla stregua delle tre scimmiette e fare finta di non vedere, non sentire e non capire: è necessario un nuovo inizio. A cominciare da Cosenza – concludono - dove non si può non prendere atto delle dimissioni del segretario provinciale, Matteo Lettieri e pervenire rapidamente all’insediamento di una guida della federazione e di organismi dirigenti autorevoli per riconosciuta capacità politica ed eletti nel pieno rispetto delle regole statutarie che presiedono allo svolgimento della vita democratica del partito. Un chiarimento si rende, inoltre, necessario anche tra le forze della coalizione sia sulle regole e i principi che sui contenuti programmatici su cui costruire solide, credibili e affidabili alleanze per il governo a livello regionale e territoriale».

