«Ve la ricordate la storia di una sola Azienda Provinciale che avrebbe salvato la nostra sanità, migliorando efficienza e servizi per tutti? Oggi sembra una barzelletta ma è quello che è successo pochi anni fa con lo smantellamento delle ASL e la creazione di un carrozzone terrificante che ha collezionato più commissari che medici. Non ho alcuna paura nel dire che l'organizzazione sanitaria impone radicamento territoriale e controllo sociale ed è proprio per sfuggire al controllo sociale che sono stati architettati gli accentramenti, mascherandoli con una presunta ottimizzazione che però non ha alcun riscontro.

Alcune delle Regioni più efficienti d'Italia, del resto (alle quali paghiamo decine di milioni di euro all'anno per la migrazione sanitaria) nonostante siano caratterizzate da province molto meno estese della nostra, hanno mantenuto l'organizzazione delle Aziende Locali, con risultati eccellenti. Ma vuoi mettere, per una classe politica legata a doppio filo con l'inefficienza sanitaria pubblica, quanto è importante avere un incomprensibile apparato centrale, lontano dai luoghi del bisogno? Operazione simile, del resto, la Giunta regionale l’ha messa in campo sui Consorzi di Bonifica, che da enti gravemente deficitari sono diventati una entità quasi leggendaria.

Con ARRICAL - il vero capolavoro della Giunta Regionale - Occhiuto ha smantellato gli ATO Rifiuti, togliendo di fatto il potere gestionale ai sindaci ma facendo pagare ai Comuni tutte le conseguenze. Basta pensare alle tariffe: con gli ATO si pagava circa 160 € a tonnellata, con ARRICAL circa 350 €. A pagare sono i cittadini, che però pensano che sia colpa dei sindaci. Non solo: ARRICAL ha aumentato anche le tariffe dell'acqua (col mio voto contrario); la stessa acqua che Sorical, cioè la Regione Calabria, non fornisce. Quando mi sono opposto fermamente a questa controriforma del sistema idrico e dei rifiuti, sono stato severamente rimproverato in quanto “i Sindaci non sono stati in grado di collocare e realizzare gli impianti di trattamento”. Onestamente è vero, ma quanti impianti sono stati collocati e realizzati dalla nascita di ARRICAL? Non sforzatevi di cercarli: nessuno.

Così l'incarico ad interim per Vitaliano De Salazar, che gestisce contemporaneamente ASP di Cosenza ed Azienda Ospedaliera dell'Annunziata, va esattamente in questa direzione. Non discuto ovviamente il professionista, ma la prospettiva politica. Si tratta della continuazione del processo di spoliazione della sanità pubblica da mascherare con la creazione di torri di babele sempre più centralizzate: l'ultimo passaggio intermedio prima della creazione di un nuovo porto delle nebbie, una azienda unica regionale.

Non è un percorso di integrazione come non lo è stato quello dell'Azienda Provinciale: è la risposta politico-burocratica agli interessi sempre più famelici che ruotano intorno alla nostra sanità e che hanno bisogno di strumenti sempre più potenti, distanti dai territorio quindi, soprattutto, refrattari al controllo sociale. Così si consuma un altro passaggio, l'ennesimo, della Giunta regionale dell'autonomia a giorni alterni, anzi, ad interessi costanti: autonomista a livello nazionale quando c'è da avallare il progetto diabolico del centrodestra di fermare la ricchezza al nord dopo che lo Stato ha investito su quei territori migliaia di miliardi in più rispetto al sud; centralista integralista in Regione, dove continua a sottrarre autonomia gestionale ai territori, accentrando potere e con risultati che, dati alla mano, sono peggiori della peggiore amministrazione periferica esistente. Sono due visioni di Calabria diverse: da un lato l'interesse politico, dall'altro quello delle comunità», conclude il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi.