Per il sindacato i due imprenditori sarebbero pronti a coprire il debito di 20mila euro per il contratto d’affitto della struttura sanitaria di Catanzaro: «Il 20 gennaio in Cittadella incontro decisivo, ci sia anche Occhiuto»
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«Gli imprenditori Citrigno e Noto hanno manifestato l'interesse a riconvertire la struttura del S. Anna Hospital di Catanzaro». Lo comunica l'Usb dopo che «si è svolto un incontro sul futuro della struttura e sul destino di 100 lavoratori».
«La riunione - è scritto in una nota - è stata utile per fare il punto della situazione e tracciare le future prospettive. Qualcosa potrebbe ora cambiare, alla luce della disponibilità espressa dagli imprenditori a sanare entro la fine del mese il debito di 20 mila euro relativo al canone di fitto, quale ultima rata per una struttura che, ad oggi, resta chiusa e sottoposta a curatela, nonostante un investimento già sostenuto pari a 220 mila euro, senza la possibilità di avviare alcuna attività sanitaria».
«La fine di gennaio 2026 - afferma l'Usb - rappresenta l'ultima possibilità per il mantenimento del fitto della struttura da parte degli imprenditori. Un impegno che verrebbe confermato solo qualora vi siano concreti passi in avanti da parte del dipartimento Salute della Regione Calabria per rendere la struttura operativa e consentire l'erogazione di servizi sanitari ai cittadini».
Il prossimo incontro, fissato per martedì 20 gennaio alla Cittadella regionale, «seppur con modalità verbali, potrebbe risultare risolutivo. Proprio per questa ragione - è scritto nella nota - Usb chiede pubblicamente al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di garantire la propria presenza al tavolo di confronto».
«Chiediamo - afferma il sindacato - un investimento serio e strategico per restituire alla cittadinanza la possibilità di curarsi nella propria regione, riducendo i costi economici e i disagi derivanti dalla migrazione sanitaria. A nostro avviso, investire in una struttura sanitaria qualificata si tradurrebbe anche in un beneficio concreto in termini di risparmio di risorse pubbliche, in una società che registra una crescita costante della popolazione anziana e, al contempo, l'emigrazione di tanti giovani laureati. Un ulteriore appello è rivolto ai rappresentanti della politica cittadina, che in passato si sono voltati dall'altra parte di fronte alla chiusura del S. Anna Hospital».

