Un ospedale a Cosenza nel sito di Vaglio Lise. Non l’hub regionale di cui tanto si discute e che sorgerà ad Arcavacata, ma un nosocomio privato che raggrupperà in un unico immobile i plessi dell’ex Madonnina e dell’ex Sacro Cuore. Entrambi appartengono al gruppo imprenditoriale “iGreco Ospedali Riuniti Srl”, che ha ricevuto l’autorizzazione alla realizzazione di struttura sanitaria a viale Crati dove una volta insistevano gli uffici della Provincia di Cosenza.

Il via libera è arrivato da Palazzo dei Bruzi con un atto firmato dal dirigente del Settore 15 e responsabile del Suap Francesco Giovinazzo e dalla responsabile del procedimento Flaviana Scalercio. L’autorizzazione ha validità 3 anni, entro i quali la società deve realizzare quanto autorizzato. La mancata realizzazione della struttura sanitaria nel predetto termine comporterebbe la decadenza del provvedimento. La struttura in esame è stata già autorizzata al funzionamento ed accreditata.

Cosenza, quali ospedali convergeranno a Vaglio Lise

La clinica ex Madonnina di Piazza Quintieri, si legge nel dispositivo, «è una struttura sanitaria autorizzata al funzionamento e accreditata per diverse attività assistenziali. In particolare, eroga prestazioni di chirurgia generale con una dotazione di venti posti letto, di ortopedia e traumatologia anch’essa con venti posti letto e di otorinolaringoiatria con otto posti letto».

Poi ancora: «La clinica garantisce inoltre prestazioni di specialistica ambulatoriale e attività di APA PAC nelle discipline di chirurgia generale, ortopedia e traumatologia e otorinolaringoiatria, oltre a prestazioni di specialistica ambulatoriale in cardiologia e a servizi di laboratorio generale di base. Sono comprese anche prestazioni di specialistica ambulatoriale e APA PAC per le discipline già accreditate in regime di ricovero, nonché attività di diagnostica per immagini di primo livello, limitatamente alla radiologia tradizionale. Accanto alle attività accreditate, la struttura è autorizzata al funzionamento anche per prestazioni di medicina generale con due posti letto, di chirurgia generale con due posti letto e di ostetricia e ginecologia con quattro posti letto».

La struttura ex Sacro Cuore di corso Fera, invece, «è autorizzata al funzionamento ed è accreditata per un’ampia gamma di attività sanitarie. In particolare, svolge prestazioni di ostetricia e ginecologia con una dotazione di venti posti letto, di urologia con venti posti letto e di oculistica con due posti letto, oltre a disporre di una recovery room con dieci posti letto. La struttura assicura anche prestazioni di specialistica ambulatoriale e attività di APA PAC nelle discipline della ginecologia e dell’oculistica, nonché prestazioni di specialistica ambulatoriale e APA PAC per le discipline già accreditate in regime di ricovero».

«Accanto alle attività accreditate - viene evidenziato nel documento - l’Ex Sacro Cuore è autorizzata al funzionamento per prestazioni di medicina generale con un posto letto, di chirurgia generale con un posto letto e di oculistica con quindici posti letto. La struttura è inoltre in possesso di autorizzazione comunale alla realizzazione, ai sensi dell’articolo 8 ter del decreto legislativo 502 del 1992, per l’erogazione di prestazioni di procreazione medicalmente assistita di primo e secondo livello».

L’hub regionale ad Arcavacata

Come noto, a dicembre è stato affidato il Servizio di Ingegneria ed Architettura relativo alla redazione del Progetto Fattibilità Tecnico-Economica del Nuovo Ospedale di Cosenza che sorgerà ad Arcavacata di Rende, nei pressi dell’Unical. Si tratta del tanto chiaccherato (dalla politica) e atteso (dalla cittadinanza) hub regionale.

Il Servizio di Ingegneria ed Architettura relativo alla redazione del Progetto Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) era un passaggio propedeutico al successivo affidamento dell’appalto integrato e utile a dare impulso al procedimento al fine del conseguimento degli obiettivi contenuti nell’ordinanza di Protezione civile. Come noto, l’hub di secondo livello nascerà ad Arcavacata nei pressi dell’Università della Calabria proprio nel comune di Rende.

Il PFTE è stato affidato all’operatore economico RTP TECNICAER s.r.l. per un importo complessivo, al netto del ribasso offerto del 20%, di poco meno di 14 milioni oltre cassa professionale e IVA come per legge. Si tratta di un raggruppamento temporaneo di professionisti. Oltre alla società vincitrice, avevano partecipato anche la RTP Altieri, l’ATI Project Srl, la RTP Manens e la RTP 3TI Progetti Italia. La durata del servizio è pari a 60 giorni, significa che entro due mesi la Rtp dovrà produrre tutta la progettazione sulla quale saranno poi acquisiti i pareri e le autorizzazioni di competenza.