Il suggello da Roma non è ancora arrivato e così al dipartimento Salute si continuano ad ammonticchiare provvedimenti che il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, non può più firmare da commissario ad acta ma nemmeno ancora da assessore auto-delegatosi.

Limbo amministrativo

È finita in una sorta di limbo amministrativo la sanità calabrese, non più commissariata ma non ancora tornata ad una gestione ordinaria. Già da giorni, ma l’atto è ormai dato per imminente, si attende l’ufficiale ratifica dell’uscita dal regime di commissariamento, licenziato dal Consiglio dei Ministri nella storica (per la Calabria) seduta del 9 aprile.

Dopo 16 anni la Cittadella ha riacquistato il diritto di amministrare in semi-autonomia la sanità: in teoria ma non ancora nella pratica. Si attende, infatti, da Roma l’invio della delibera del Consiglio dei Ministri che certifichi l’uscita dal regime di commissariamento e, di conseguenza, autorizzi la Regione a rientrare nell’esercizio delle proprie prerogative. Finché ciò non avverrà, ma l’atto è atteso tra oggi e domani, il presidente della Regione non potrà firmare delibere e atti, già pronti al terzo piano della Cittadella per essere licenziati.

Il nuovo piano di rientro

Tra questi anche il nuovo piano di rientro che dovrà essere recepito con una deliberazione di giunta regionale, così come avvenuto nel dicembre del 2009 a seguito della sigla del primo accordo. Tra gli obiettivi stabiliti nel ripiano del disavanzo della spesa sanitaria vi è, sul fronte finanziario, il raggiungimento del pareggio di bilancio nel triennio previsto. Mentre sul fronte sanitario «il rafforzamento dei lea e, in particolare, il miglioramento dei servizi nell’area della prevenzione, con il passaggio da due a tre macrolivelli in verde e il consolidamento dei livelli di assistenza nelle aree della prevenzione, ospedaliera e distrettuale».

Sostenibilità finanziaria

Inoltre, per superare il piano di rientro dovrà «dimostrare sostenibilità finanziaria stabile e capacità di gestione ordinaria senza disavanzi strutturali; un utilizzo efficace delle risorse accantonate, oggi spesso bloccate dal regime di commissariamento e dal piano stesso, per potenziare servizi, personale e infrastrutture. Infine, rafforzare governance e dialogo tecnico con i ministeri, da una posizione non più emergenziale ma di maggiore forza istituzionale».

Tavolo interministeriale

Nel frattempo, lo scorso 13 aprile, e quindi a pochi giorni dalla decisione del Governo di chiudere definitivamente il capitolo commissariamento in Calabria, si è riunito un nuovo tavolo interministeriale per la verifica degli adempimenti. Sotto esame il conto economico a IV trimestre. A Roma è stato già trasmesso un pre-consuntivo 2025 che, secondo le previsioni, dovrebbe chiudere con un piccolo avanzo di gestione, dopo la manovra di copertura del disavanzo sanitario attraverso i gettiti derivanti dalle maggiorazioni delle aliquote fiscali.