Si è spento nella sua isola dopo una lunga malattia. Oltre sessant’anni di carriera, due vittorie a Sanremo e canzoni entrate nella memoria collettiva. Nel 1965 accompagnò i Fab Four nell’unico tour italiano. L’ultima esibizione pubblica un anno fa insieme al figlio Edoardo
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È morto questa mattina nella sua amata isola Peppino Di Capri, uno dei protagonisti più longevi e riconoscibili della musica leggera italiana. Il cantante e pianista aveva 87 anni e si è spento dopo una lunga malattia, lasciando un repertorio che ha attraversato oltre sessant’anni di storia musicale e accompagnato generazioni di italiani. Lascia i figli Nico, nato dal matrimonio con la prima moglie, ed Edoardo e Daria, avuti con Giuliana Gagliardi.
All’anagrafe Giuseppe Faiella, era nato a Capri il 27 luglio 1939. Cresciuto in una famiglia di musicisti, aveva manifestato sin da giovanissimo un talento precoce, destinato a trasformarsi in una carriera lunghissima e costellata di successi. Pianista raffinato, interprete elegante e capace di fondere la tradizione melodica italiana con il rock’n’roll e le sonorità americane, divenne già negli anni Sessanta una delle figure di riferimento della scena musicale nazionale.
Una carriera lunga oltre sessant’anni
Il suo nome rimane legato a brani entrati nella memoria collettiva come Champagne, Roberta, E mo e mo, Let’s Twist Again e St. Tropez Twist. Canzoni molto diverse tra loro, ma unite da uno stile immediatamente riconoscibile, nel quale la melodia italiana incontrava il ritmo, le atmosfere internazionali e l’inconfondibile impronta della sua isola.
Nel corso della sua attività partecipò innumerevoli volte al Festival di Sanremo, conquistando per due volte la vittoria e consolidando un rapporto privilegiato con il pubblico italiano. La sua carriera, tuttavia, non si limitò alla canzone romantica: Peppino Di Capri fu anche uno dei primi artisti italiani a interpretare e rielaborare le novità musicali provenienti dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, contribuendo alla diffusione del twist e del rock’n’roll nel Paese.
Lo storico tour italiano con i Beatles
Tra le pagine più significative della sua storia artistica figura il ruolo avuto durante l’unico tour italiano dei Beatles. Nel giugno del 1965 Peppino Di Capri e i suoi Rockers furono scelti per aprire i concerti italiani della band britannica formata da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr.
Il cantante caprese salì sul palco prima dei Fab Four nelle tre tappe del tour: il 24 giugno al Velodromo Vigorelli di Milano, il 26 giugno al Palasport di Genova e il 27 giugno al Teatro Adriano di Roma. Una scelta che testimoniava il prestigio già raggiunto dall’artista e la sua vicinanza alle sonorità internazionali che in quegli anni stavano rivoluzionando la musica e i gusti delle nuove generazioni.
Prima dell’arrivo sul palco dei Beatles, Peppino Di Capri e i Rockers proposero al pubblico italiano il loro repertorio ispirato al rock’n’roll e alla musica americana. In un periodo segnato dall’esplosione della cultura beat, il musicista caprese rappresentava uno dei punti di contatto più autorevoli tra la tradizione nazionale e le nuove tendenze provenienti dall’estero.
L’ultima esibizione insieme al figlio
Nonostante la malattia, il legame con il pubblico e con la musica era rimasto intatto. La sua ultima apparizione pubblica risaliva a circa un anno fa, durante una serata organizzata in suo omaggio. Accolto dagli applausi e da una standing ovation, aveva chiesto il microfono per tornare a cantare insieme ai Capri Rockers, la formazione guidata dal figlio Edoardo Faiella.
In quella occasione aveva interpretato Champagne, la sua canzone simbolo, e Il sognatore. Un’ultima immagine che racchiude il senso di un’intera carriera: Peppino Di Capri sul palco, accompagnato dalla sua musica, dalla sua famiglia e dall’affetto di un pubblico che non aveva mai smesso di riconoscersi nelle sue melodie.

