A Cosenza confronto tra tecnici e amministratori: il percorso interno resta la soluzione strategica per collegare territorio e rete europea
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Martedì 7 aprile il club Rotary Cosenza ha organizzato un incontro molto partecipato sul tema dell’alta velocità ferroviaria. La relazione, introdotta dalla Presidente Francesca Criscuolo, è stata animata dal socio Giuseppe Lo Feudo, già Direttore Generale delle Ferrovie Calabro Lucane e da sempre in prima linea nella questione dei trasporti, e dal professore Luigi Martirano, ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma.
Graditi ospiti della serata di approfondimento sono stati i sindaci di Cosenza e Rende, che hanno contribuito ad innalzare il livello degli interventi. L’AV costituisce un elemento essenziale del cosiddetto corridoio Scandinavo Mediterraneo della rete transeuropea TEN-T che attraversa l’Italia da nord a sud fino alla Sicilia. La realizzazione della nuova ferrovia alta velocità Salerno Reggio Calabria sta alimentando discussioni tecniche e politiche che è necessario incanalare nei “binari” del buon senso e della pianificazione strategica del territorio.
Tale attività di pianificazione ,fondamentale per la buona riuscita di un’opera ,è oggetto di uno studio chiamato Piano di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), che è stato redatto ed è costato una cifra superiore ai 30 milioni di euro. Le conclusioni del PFTE sono state ribadite nel progetto esecutivo del raddoppio della Galleria Santomarco con analisi trasportistiche, dettagli di tracciato e suddivisione in lotti. Attraverso il tracciato interno si collega tutta la provincia di Cosenza con tempi di percorrenza ottimali per tutti i bacini attraversati (Cosenza e Corigliano-Rossano in primis), non allungando il tempo di percorrenza fino a Reggio Calabria. Occorre quindi sfatare la tesi per cui passando dall’interno si allungano i tempi per Reggio Calabria.
Anzi al contrario, occorre evidenziare che solo il percorso interno consente di raggiungere Reggio Calabria con una vera AV. Questo perché l’alternativa del corridoio tirrenico che ancora qualcuno inspiegabilmente auspica,corrisponde a un potenziamento della linea storica con rinuncia definitiva a una vera AV, dal momento che appare impensabile realizzare un tracciato pedemontano tirrenico tutto in galleria e viadotti. L’AV rappresenta un'occasione unica di ammodernamento del traffico ferroviario calabrese, italiano ed europeo. Finalmente si realizzerebbe un’ossatura portante che dal nord al sud della Calabria possa collegare Cosenza, Lamezia e Reggio, collegando l’aeroporto di Lamezia (con fermata prevista proprio nell’area aeroportuale) a tutte le principali aree della regione, servendo direttamente l’Università della Calabria ormai eccellenza internazionale, raccordando il futuro ponte dello Stretto, e creando un collegamento con lo Ionio e quindi con l’Adriatico.
Questo è il progetto che serve. Un’opera del genere dovrebbe essere realizzata a tutti i costi perché costituisce un’occasione unica e irripetibile per lo sviluppo sociale ed economico della nostra regione. Diversi e molto interessanti gli spunti che sono arrivati dagli ospiti in sala e tutti hanno apprezzato il tema della serata e la conduzione dello stesso manifestando al contempo grande rammarico per il fatto che l’opera , per il momento, è ancora in una fase di stallo , dopo un avvio molto promettente, e la causa della mancanza di fondi non può rappresentare una giustificazione plausibile. Se non si “prende questo treno”, e la metafora appare quanto mai azzeccata, si rischia di lasciare ancora una volta la Calabria al palo.

