A una settimana dalla Santa Pasqua, ad Aprigliano si traccia un bilancio delle celebrazioni del Venerdì Santo, segnate dalla rappresentazione della Passione di Cristo. Il percorso previsto avrebbe dovuto estendersi per circa dieci chilometri, dalle pendici della collina che ospita il paese fino alla sommità del monte, attraversando quasi tutte le frazioni.

Le condizioni climatiche incerte, tuttavia, hanno imposto un cambio di programma, costringendo allo spostamento della rappresentazione all’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie, nella frazione Vico. Quella che inizialmente appariva come una limitazione si è rivelata una scelta felice: ha consentito una maggiore cura dei dettagli, una partecipazione più attenta del pubblico e un clima di più intenso raccoglimento.

Dietro le quinte: attori per devozione Un “cast” variegato ha reso possibile la realizzazione dell’evento, promosso dai fedeli della parrocchia di Aprigliano che si sono cimentati nell’interpretare i personaggi della Passione. Nessun attore professionista, ma tutti interpreti professionali. Ciascuno ha dato il meglio di sé, contribuendo con impegno e partecipazione a una rappresentazione intensa e profondamente sentita.

«Quando ho ricevuto questo incarico per me molto importante mi sono sentito onorato, ma anche investito da una grande responsabilità, quella di restituire a chi ci avrebbe guardato la dimensione del dolore, della sofferenza (non semplice da riprodurre) e la dimensione della spiritualità. Ho riguardato immediatamente i film più famosi per avvicinarmi il più possibile alla bravura degli attori professionisti».

A commentare l’esperienza vissuta è il giovane Jacopo De Francesca, che ha vestito i panni di Gesù. Insieme a lui, tanti altri ragazzi e ragazze, adulti e adulte emozionati, hanno dato vita a una rappresentazione corale che ha commosso ogni spettatore. Fondamentale il lavoro svolto dietro le quinte, fatto di incontri serali dopo il lavoro, di dedizione e di amore per il proprio territorio. La cura delle scenografie, suggestive e coerenti, è stata affidata a Erminia Curcio. Il reperimento dei costumi di scena a Isabella Marasco e ad Antonella Cannataro, mentre la regia di Sara Muto e Maria Noemi Gervasi ha saputo coordinare ogni elemento, dando ritmo e armonia all’intera rappresentazione. L’entusiasmo della segretaria del Consiglio Pastorale e del parroco di Aprigliano «La Passione, la morte e la resurrezione di Cristo sono il fulcro della nostra fede.

Il coinvolgimento dell’intero paese nella rappresentazione del percorso di Gesù verso il Calvario ci rende felici e dimostra che siamo una comunità unita, che cammina sotto il segno del messaggio di Gesù Cristo risorto», afferma Alessandra Femia, segretaria del Consiglio pastorale. A tirare le somme della giornata è il parroco di Aprigliano, Don Battista Belcastro: «Scuotere le coscienze umane, aiutare a comprendere il dolore di un Uomo, Figlio di Dio, che muore sulla croce donando la sua vita per la salvezza dell’umanità.

Fare in modo che ciascuno di noi viva Cristo come educatore e modello di vita: era questo il nostro obiettivo e speriamo di essere riusciti a perseguirlo. Non resta che dire grazie a tutti i collaboratori della parrocchia e a quanti si sono impegnati per la realizzazione di un momento di forte unione che ricorderemo per sempre».