Il gruppo di minoranza, guidato da Gennaro Capparelli, ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti sull’intervento da 1,128 milioni di euro. Nel mirino il mancato avvio del cantiere entro il 31 agosto e il rischio di perdere il finanziamento
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Ad Acquaformosa si apre un nuovo fronte politico sull’asilo nido finanziato con fondi PNRR. Il gruppo di opposizione in Consiglio comunale, attraverso il capogruppo Gennaro Capparelli, ha depositato una formale richiesta di accesso agli atti per fare chiarezza sullo stato dell’intervento relativo alla realizzazione della nuova struttura, dal valore complessivo di 1 milione e 128mila euro.
Al centro della contestazione c’è il superamento della scadenza del 31 agosto 2026, indicata dalla minoranza come termine perentorio, mentre l’esecuzione materiale dei lavori non sarebbe ancora partita.
Secondo il gruppo di opposizione, si tratterebbe dell’esito di criticità già evidenziate nei mesi scorsi e di una scelta amministrativa giudicata non coerente con le reali esigenze del territorio.
Il nodo della sostenibilità
Uno dei punti centrali sollevati dalla minoranza riguarda la sostenibilità futura della struttura.
Nel comunicato si sottolinea come Acquaformosa registri una natalità molto bassa e come questo, secondo l’opposizione, renderebbe difficile garantire il funzionamento dell’asilo per il periodo minimo previsto dalla normativa. Negli atti progettuali, sempre secondo quanto riferito dalla minoranza, si farebbe invece riferimento a una struttura destinata ad accogliere circa 40 bambini.
Da qui il timore che, in caso di mancato rispetto degli obblighi connessi al finanziamento, possa configurarsi il rischio di restituzione delle somme ottenute.
Si tratta, naturalmente, di una valutazione politica dell’opposizione che dovrà essere verificata alla luce degli atti amministrativi e delle condizioni effettive previste dal finanziamento.
Le criticità segnalate dagli uffici
La minoranza richiama inoltre un precedente parere dell’Ufficio tecnico comunale che avrebbe evidenziato criticità legate al rispetto del cronoprogramma e alla sostenibilità complessiva dell’opera.
Nonostante queste osservazioni, la sindaca avrebbe deciso di proseguire nel percorso amministrativo esercitando i poteri commissariali straordinari.
Con il decreto n. 2 del 24 ottobre 2025, la prima cittadina avrebbe infatti affidato la gestione tecnica al Comune di San Lucido, nominando il relativo responsabile apicale come Rup dell’intervento.
Per l’opposizione si tratta di un passaggio decisivo, perché da quel momento la gestione dell’opera sarebbe stata sottratta alla struttura tecnica interna del Comune di Acquaformosa.
Dodici richieste di chiarimento
Con l’accesso agli atti presentato nelle ultime ore, la minoranza chiede ora una ricostruzione puntuale dell’intero procedimento.
Tra i punti indicati figurano lo stato attuale dell’appalto, le cause specifiche del mancato avvio del cantiere, l’ammontare delle somme già impegnate o liquidate e l’esistenza di eventuali contestazioni formali nei confronti dell’impresa aggiudicataria.
L’obiettivo dichiarato è verificare se il ritardo possa produrre conseguenze economiche per l’ente e, indirettamente, per i cittadini.
Lo scontro politico
Il giudizio politico della minoranza è molto duro.
Nel comunicato si parla di un’opera «inutile per il territorio» e di una gestione «approssimativa», mentre alla sindaca viene contestata la scelta di aver proseguito nonostante i rilievi tecnici e le critiche sollevate dall’opposizione.
Il punto centrale resta però ora amministrativo: capire se il superamento della scadenza del 31 agosto produca effettivamente conseguenze sul finanziamento PNRR, se siano state concesse proroghe o rimodulazioni e quali siano, allo stato, le responsabilità e i margini ancora disponibili per portare avanti l’intervento.
È su questi aspetti che l’accesso agli atti potrà fornire elementi concreti, al di là dello scontro politico già aperto in Consiglio comunale.

