La Regione Calabria ha approvato nei giorni scorsi le linee guida per l’istituzione dei Centri Polivalenti dedicati a giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico. L’assessore alle Politiche sociali Pasqualina Straface ha parlato di una svolta storica: «Fino ad oggi, concluso il percorso della neuropsichiatria infantile, molti giovani venivano indirizzati verso i Centri di salute mentale, finendo per essere trattati secondo logiche psichiatriche che ne annullavano la specificità e il valore umano. Con l’attivazione di quattordici Centri polivalenti in tutta la regione, la Calabria sceglie di investire su una reale integrazione socio-sanitaria, costruendo percorsi multidisciplinari che seguano ogni persona autistica con dignità e competenza lungo l’intero arco della sua esistenza».

I Centri polivalenti (aperti cinque giorni a settimana) saranno gestiti dal Terzo settore d’eccellenza in costante sinergia con le Aziende sanitarie provinciali, che avranno il compito di fornire le figure professionali e mediche necessarie per garantire la continuità delle cure. Questi spazi saranno officine di inclusione sociale reali: dalle autonomie personali e domestiche alla gestione dei mezzi di trasporto, fino alle attività di laboratorio.

L’obiettivo è quello di valorizzare le potenzialità di ogni singola persona per proiettarla verso il mondo del lavoro, attraverso tirocini e collaborazioni strategiche con i Centri per l’impiego, gli Istituti professionali e le aziende sensibili del territorio. «Siamo pronti a partire - ha aggiunto l’assessore Pasqualina Straface - con uno strumento moderno che mette al centro il diritto alla cittadinanza attiva, attraverso una sintesi perfetta tra assistenza sanitaria e inclusione sociale».

Caterina Spadafora, presidente di ANGSA - associazione nazionale genitori soggetti (persone!) autistici -commenta favorevolmente il nuovo corso inaugurato dalla Regione Calabria: «L’approvazione delle linee guida arriva al termine di un percorso al quale, come associazione, abbiamo partecipato attivamente, dando il nostro contributo in termini di proposte e miglioramenti. Al di là della cornice normativa, sarà necessario lavorare per realizzare un progetto di vita individualizzato, che tenga conto dei bisogni effettivi della persona autistica. Mi auguro che il progetto possa comprendere anche l’autismo di livello tre, che rappresenta la forma più severa di disturbo dello spetto autistico». 

Alla vigilia della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo (celebrata il 2 aprile), anche l’Asp di Cosenza è scesa in campo per annunciare che d’ora in poi i servizi sanitari rivolti alle persone autistiche conosceranno un “nuovo slancio”. Nel corso di una conferenza stampa, la neo direttrice sanitaria Angela Riccetti ha presentato la Carta dei Servizi dello spettro autistico: un documento che ha lo scopo di rafforzare il sistema di presa in carico delle persone autistiche e costruire una rete più strutturata dei servizi, con particolare attenzione al coinvolgimento delle famiglie e all’inclusione sociale e lavorativa.

«In un momento storico caratterizzato da forti carenze in termini di assistenza sanitaria - afferma la presidente cosentina di ANGSA Caterina Spadafora - accogliamo con soddisfazione anche l’iniziativa dell’Asp, a partire dalle giornate di ascolto delle famiglie delle persone autistiche che saranno organizzate in tutta la provincia, già dalle prossime settimane. In questo modo, potremo recuperare un dialogo che, negli ultimi anni, purtroppo era andato perso.

Come associazione, considerate le lunghissime liste d’attesa, ci preme soprattutto sapere se i progetti dell’Asp saranno in grado di rispondere a tutte le richieste che provengono dal territorio. In provincia di Cosenza, le strutture convenzionate con la sanità pubblica sono una o due. Le famiglie sono costrette a rivolgersi al privato, e questo significa dover sostenere costi altissimi. Le cooperative che operano nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico non mancano e si avvalgono di psicologi, educatori e analisti del comportamento altamente specializzati, ma il tariffario è molto alto e non accessibile per tutti».

Anche la scuola (ancora) non è sempre attrezzata per accogliere bambini con disturbo dello spettro autistico: «Da tutta la provincia di Cosenza arrivano segnalazioni di insegnanti di sostegno che, alla prima piccola crisi in aula, chiamano subito i genitori. Non è possibile che un padre o una madre siano costretti a trascorrere mattine intere davanti agli istituti scolastici, pronti a precipitarsi in classe in caso di necessità».

Altra criticità evidenziata dalla presidente di ANGSA Cosenza Caterina Spadafora è rappresentata dalla figura del caregiver, non sempre riconosciuta dallo Stato: «Mi limito a raccontare la mia esperienza personale. Sono madre di due ragazzi autistici, di cui uno con disturbo di livello tre. Per prendermi cura di loro, sono stata costretta ad abbandonare il mio lavoro. In tutti questi anni, ho assistito i miei figli a tempo pieno, senza mai ricevere un riconoscimento, neanche in termini economici. Ma, mentre i nostri ragazzi diventano grandi, noi genitori invecchiamo e siamo sempre più stanchi».