Dopo la denuncia del COA di Reggio Calabria, arrivano le parole durissime dell’OCF e degli avvocati penalisti cosentini: «Non affissioni, ma occupazione»
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I manifesti Anm nei corridoi del tribunale di Reggio Calabria
L’Organismo Congressuale Forense (OCF) interviene sul caso Reggio Calabria e chiede la rimozione dei cartelloni propagandistici referendari del Comitato del No dell’Associazione nazionale magistrati apposti all’interno del Palazzo di Giustizia, «addirittura negli spazi dove viene esercitata la giurisdizione». Alla presa di posizione dell’OCF si aggiunge, con toni ancora più duri, quella della Camera Penale di Cosenza, che parla di “fatti gravissimi” e di “occupazione” degli spazi pubblici.
OCF: «Palazzo di Giustizia non è luogo di parte»
Nella nota diffusa, l’OCF aderisce «con fermezza» alla richiesta del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria di rimuovere i cartelloni, rimarcando che il Palazzo di Giustizia «non è un luogo di parte» ma uno dei presìdi più alti delle istituzioni democratiche, dove deve essere coltivata come valore assoluto la neutralità politica. Per l’OCF, l’esposizione di messaggi referendari negli spazi del tribunale rischia di insinuare nel cittadino l’idea di una commistione tra amministrazione della giustizia e battaglia politico-elettorale, intaccando la fiducia nella terzietà di chi giudica.
Camera Penale di Cosenza: «Non affissioni, ma occupazione. Vergogna»
Sul piano del linguaggio, la Camera Penale di Cosenza sceglie parole taglienti e immediatamente riconoscibili, trasformando la denuncia in un atto politico-istituzionale: «Fatti gravissimi nel Tribunale di Reggio Calabria», con la segnalazione che «gli spazi pubblici del Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria, da questa mattina, sono occupati da impianti pubblicitari con locandine del “No”».
Il passaggio più duro è quello rivolto, simbolicamente, ai cittadini: «Come dire, signori cittadini, questa è casa nostra» e poi, senza mediazioni: «Vergogna». I penalisti cosentini mettono in chiaro che, a loro giudizio, non si è davanti a una normale affissione in spazi dedicati, ma a un’azione che travalica: «Non è possibile occupare gli spazi pubblici dei palazzi dell’amministrazione dello Stato per affissioni di natura politico referendaria nel modo in cui sta avvenendo». E ancora: «Queste non sono affissioni negli spazi a ciò preposti ma è una occupazione».
«Pronti a qualsiasi manifestazione di democratica reazione»
La presa di posizione non si ferma alla condanna. La Camera Penale di Cosenza annuncia disponibilità ad azioni pubbliche: «Pronti a qualsiasi manifestazione di democratica reazione insieme alla Camera Penale di Reggio Calabria», sottolineando il legame tra le due realtà «per il forte senso del rispetto delle regole e delle istituzioni».

